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Calcio-scommesse, la faccenda si complica

I risultati di alcune gare sarebbero stati alterati per l'intervento di dirigenti di club interessati a migliorare la classifica. La nuova fase dell'inchiesta è basata in particolare su dichiarazioni del giocatore Ambrosino, che ha svelato il significato di alcune parole in codice. Bettarini si dice sorpreso
NAPOLI - Scommesse ma non solo. I risultati di alcune partite sarebbero stati alterati grazie all'intervento di dirigenti di società interessate a migliorare la classifica. E' questo uno dei filoni dell'inchiesta condotta dai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci sullo scandalo che coinvolge il mondo del calcio. Il sospetto degli inquirenti, basato anche su quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche, è che dirigenti abbiano avvicinato gruppi di giocatori di altre squadre per ottenere vantaggi per la propria compagine. Una ipotesi che presenta profili di illecito penale perché i risultati truccati creano un danno a quanti partecipano ai concorsi sportivi, come il totocalcio, e alle scommesse regolarmente esercitate.
I pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, titolari dell'inchiesta sul calcio scommesse sono al lavoro da stamattina per esaminare la documentazione sequestrata ieri nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni di quattro calciatori e delle sedi del Modena e della Sampdoria.
I magistrati hanno incontrato gli investigatori del reparto operativo dei carabinieri e del centro operativo della Dia di Napoli per fare il punto sullo sviluppo delle indagini che ha portato al coinvolgimento di altri calciatori. La nuova fase dell'inchiesta è basata in particolare su alcune dichiarazioni fatte dal centrocampista del Grosseto Salvatore Ambrosino il quale ha offerto agli inquirenti la possibilità di interpretare alcune parole in codice che emergevano dalle telefonate intercettate. Frasi che rafforzano l'ipotesi accusatoria dell'esistenza di combine finalizzate all'alterazione dei risultati delle partite dei campionati di A, B e C per favorire le scommesse clandestine.
Oltre alla perquisizione presso le abitazioni delle sei persone indagate ieri i pm hanno disposto approfondimenti anche sulla posizione di G.S. di 35 anni, con precedenti per scommesse clandestine, e di un calciatore del Catanzaro. Va precisato che i due, come sottolineano i pm, non possono essere ancora indiziati dei reati attribuiti agli altri indagati. Ma i loro nomi sono stati trovati su due ricevute di versamento fatte da Ambrosino in loro favore, entrambe per l'importo di duemila euro e con la parola chiave «forza». Secondo gli inquirenti tali documenti evidenziano rapporti di natura economica con Ambrosino, rapporti che vanno approfonditi.
A quanto si è appreso, non sono stati fissati ancora gli interrogatori dei nuovi indagati, i quattro calciatori (Stefano Bettarini della Sampdoria, Antonio Marasco del Modena, Giovanni Califano del Chieti e Alfredo Femiano del Como), Giovanni Prete, procuratore di calciatori, e Luigi Saracino, indicato come un organizzatore di scommesse sportive.

«Ho incaricato i miei difensori, avvocati Niccolo Bastianini e Massimo Pellicciotta, di chiedere ai pubblici ministeri di poter essere interrogato al più presto»: lo afferma in una nota, Stefano Bettarini. «Sono sorpreso dal mio coinvolgimento in questa vicenda perché, tra l'altro, non conosco nessuno degli indagati, tranne Marasco con il quale ho giocato per due anni nel Venezia e ho sempre giocato dando il massimo delle mie capacità».

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