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Tennis - Serena Williams inizia bene a Roma

Batte la spagnola Sanchez e passa il turno. Camerin supera la serba Dokic (7-5 7-5): affronterà l'israeliana Smashnova. Ok anche la Pennetta. Mercoledì torneranno in campo per il secondo turno anche Farina, contro la statunitense Shaughnessy, e Schiavone (avrà l'altra americana Reeves). Atteso l'esordio di Mauresmo e Capriati
ROMA - La vestaglietta di raso bianco, portata sopra il costume da gioco, alla maniera dell'accappatoio dei pugili, faceva sembrare Serena Williams un Mike Tyson della racchetta, ancora più del solito. L'illusione sarebbe stata perfetta se, anziché il sole, ci fossero stati i riflettori di un palazzetto e, come colonna sonora, «We are the champions», la musica che accompagna i campioni sul ring. Ma i pugni, pardon, i colpi che la numero uno del torneo sferrava durante il riscaldamento erano proprio di un peso massimo della racchetta. Dall'altra parte l'esile biondina spagnola Maria Sanchez-Lorenzo, scuotendo la coda di cavallo, ricambiava con colpi che sembravano carezze, probabilmente pensando che il massimo dei traguardi sarebbe stato quello di portare a casa la pelle. Poi però è cominciato il match vero e la paura le deve essere passata subito, perché quella che aveva davanti era sì la n.1 del torneo, ma sbagliava a tutto spiano e, quindi, era giocabile. Risentiva, la più piccola delle sorelle Williams, dello scarso numero di incontri che ha disputato in questo inizio di stagione, dopo il lungo stop subito in inverno a causa di un'artroscopia, che non gli ha impedito però di vincere il torneo di Miami. «Non so che mi abbia preso. Oggi ho fatto un centinaio di errori gratuiti. Non riuscivo a tenere la palla in campo. Per fortuna sono riuscita a vincere ugualmente - ha confessato poi in conferenza stampa -. Comunque mi sto allenando bene e ne sono contenta. Quando sono in partita ed è necessario riesco a fare il colpo vincente, quando non è necessario non lo faccio».
Questa possibilità ha dato coraggio alla sua avversaria spagnola, che le ha resistito nel primo set, ed ha ceduto di stretta misura nel secondo in cui ha perso il servizio tre volte, ma si è rivalsa con un paio di break. Il tutto è piaciuto a Serena che, ha confessato, come è successo a Miami, a volte, se si vince, è meglio giocare di più, per trovare il giusto equilibrio. Ed entrare in forma. Dopo questo avvio laborioso, non è difficile di conseguenza pronosticare per la n.2 mondiale un bel torneo. Che poi possa rivincerlo, come le accadde nel 2002 (sulla Henin, quest'anno assente), è un altro discorso, e probabilmente dipenderà dalla francese Amelie Mauresmo, la testa di serie n.2, che esordisce domani contro la connazionale Nathalie Dechy. Serena invece riposerà, un privilegio che stasera le permetterà di andare a mangiare la pizza, uno dei suoi piatti preferiti, e domani di dedicarsi allo shopping ed ai monumenti. «Scendendo dall'aereo - ha rivelato la Williams - mi sono detta che non vedevo l'ora di arrivare a Roma. Mi piacerebbe una volta venire senza avere impegni tennistici per potere visitarla con calma».
Non riposerà, invece, Maria Elena Camerin che, dopo aver battuto oggi la serba Jelena Dokic (7-5 7-5), affronterà la moglie di Claudio Pistolesi, l'israeliana con radici bielorusse Anna Smashnova, n. 16 del tabellone e 21 mondiale. «E' un' avversaria difficile, che non ti regala niente. Sto giocando bene ma non so cosa potrò combinare con lei» - ha candidamente ammesso la 22enne veneziana, che quest'anno ha già giocato con alterne fortune la bellezza di 11 tornei oltre alla Federation Cup , una vita da globe trotter. «Tanta attività, e in special modo la Fed Cup, mi è servita molto, soprattutto a migliorarmi psicologicamente": è stata un'altra delle rivelazioni ella bionda giocatrice, che certamente oggi si è dimostrata più solida mentalmente della 23.nne di Belgrado, un grande avvenire alle spalle, per lo meno per il momento. Oddio, di regali ne ha fatti tanti anche Maria Elena Camerin, però lei ha tirato fuori le unghie al momento opportuno, ha fatto i punti che contavano. E' stata quasi d'acciaio quando, nel secondo set, dopo aver fatto il break del 5-4, si è fatta controbrekkare dopo aver avuto ben quattro match-ball. Sul 5-5, sfruttando la deconcentrazione evidente della Dokic, la veneziana le ha infatti tolto nuovamente il servizio appesantito anche da un doppio errore. Glaciale la veneta è stata anche nel decisivo 12.mo gioco: in vantaggio per 6-5, si è vista annullare altri due match point, ma ha chiuso al terzo, con la complicità dell'ennesimo errore dell'avversaria.
Mercoledì altre due tenniste italiane saranno al centro del programma e dell'attenzione degli aficionados del Foro. Tornano in campo, dopo l'odierno riposo, e per il secondo turno, Silvia Farina, che sotto le luci incontrerà la statunitense Meghann Shaughnessy, n.40 mondiale che oggi ha eliminato la croata Kostanic, e Francesca Schiavone, che se la vedrà con un'altra americana, Samantha Reeves, n.91 della Wta, che ieri aveva battuto la sua connazionale Raymond. Oltre alla Mauresmo, mercoledì debutta anche Jennifer Capriati (n.5 del seeding), una delle beniamine del pubblico romano, contro la venezuelana Maria Vento-Kabshi, n.37 mondiale. Insomma, in libera uscita Serena 'Tyson', ce ne sarà per tutti i gusti.
Nell'ultimo incontro in programma nel primo turno dei Telecom Italia Masters femminili, Flavia Pennetta ha battuto la statunitense Laura Granville in due partite, col punteggio di 6-1 6-3 in 55'.

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