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Bari, proroga al 2028 per sciogliere il nodo sulla doppia proprietà: purché non siano un purgatorio

Bari e  multiproprietà, secondo round di un «match» delicato

Aurelio e Luigi De Laurentiis

La replica di De Laurentiis: 'Costruiremo squadra valida, cerchiamo centravanti'

29 Luglio 2022

Antonello Raimondo

Non c’è dubbio che il sorprendente cambio della regola sulla multiproprietà rappresenti una nitida vittoria della famiglia De Laurentiis, impegnata da qualche mese in un’aspra battaglia, anche ideologica, contro la Figc. Vincono loro perché la dilazione temporale partorita ieri dal «Palazzo» non è altro che il copia e incolla del cuore del ricorso presentato dai presidenti di Napoli e Bari contro la norma che imponeva la risoluzione della doppia proprietà, non necessariamente tra club della stessa categoria, entro due anni (giugno 2024).

Il vertice della Filmauro non ha mai contestato nel merito la norma che vietava, e vieta ancora, ad uno stesso soggetto di possedere azioni in più società. Né ha mai messo nel mirino il fatto che certi limiti riguardassero squadre di pari categoria. I De Laurentiis hanno solo espresso, con grande chiarezza, il timore di veder sfumare investimenti abbastanza corposi a causa della fretta nel dover vendere a tutti i costi. E oggi, sicuramente, possono dedicarsi con tranquillità a tutte quelle operazioni che dovranno garantire a Napoli e Bari un futuro senza ombre. E senza violentare le ambizioni di piazze che pretendono, pur in contesti assai diversi, ruoli di primo piano.

La vittoria di De Laurentiis, già. E i baresi? Spaccati, come sempre. Anche se stavolta sembra prevalere il partito degli scontenti, almeno a giudicare dall’aria che si respira sui social. Con la serie B che potrebbe diventare una sorta di prigione proprio per via dell’imbarazzo legato ai paletti sulla multiproprietà. Un ragionamento che ci sta e che ha anche una sua logica. Ci si chiede, «De Laurentiis ha bisogno di tempo per vendere. Ma se il Bari dovesse andare subito in serie A ne avrebbe pochissimo, forse una manciata di giorni. E allora?». I possibilisti, quelli che non si sono strappati i capelli dopo la retromarcia di Gravina, rispondono che con la squadra in A ci sarebbero assembramenti dietro la porta romana di Aurelio De Laurentiis. Tutti pronti a ricoprire d’oro il patron di Napoli e Bari, insomma. Teoria legittima ma, francamente, abbastanza acrobatica. Come se la storia non avesse raccontato tutt’altro.

La palla torna nelle mani della Famiglia, inevitabilmente. Sarebbe bello se qualcuno parlasse un po’ più chiaro. Raccontando quanto e se cambierà la strategia dopo quest’altro ribaltone all’italiana. La storia del maggior tempo a disposizione regge fino a un certo punto. Quando ti ritrovi in serie A (e se ti chiami Bari deve essere un obiettivo reale) ti tocca far tutto in fretta e furia. Come la storia della Salernitana ha raccontato a chiare lettere.

Il Bari resta in vendita, insomma. Lo sapevano tutti dal momento in cui i De Laurentiis hanno rilevato il titolo dal sindaco Decaro. Tutti sapevano che sarebbe stata una storia a termine. Ma, ora, qualcuno ci dica anche altro. Se, per esempio, è già aperta la caccia all’investitore a cui affidare il cuore di un popolo in perenne subbuglio.

IL COMMENTO DI DE LAURENTIIS 

«Il Bari ha un appeal importante: se arriveranno delle opportunità, vedremo e coglieremo la migliore. Non cederemo il Bari a chi non merita o non porti il club in un percorso importante». E’ quanto ha dichiarato il presidente del Bari, Luigi De Laurentiis, commentando la modifica alla norma dell’articolo 16-bis delle Noif operata dalla Figc intervenendo alla presentazione delle nuove maglie della squadra nella sede di Corato del main sponsor Casillo. «Quanto visto e letto ieri in merito alle reazioni per la sentenza della Figc - aggiunge - è endemico del particolare momento storico che viviamo, soprattutto sulle piattaforme social, dove è abitudine assai diffusa quella di gridare al complotto. Dispiace, ma fa parte della natura umana, ne sono consapevole». «Quello che in sostanza è accaduto ieri - riferisce - è un ritorno alla situazione che c'era al nostro arrivo a Bari, con la differenza che invece di avere un tempo illimitato, ci sono stati dati ulteriori anni, maggiore tempo per la cessione di una delle due società (Bari e Napoli, club della Filmauro, ndr)». «La spada di Damocle del limite del '24 (per superare le multiproprietà, ndr), correva il rischio - ha aggiunto - di attirare le attenzioni di qualunque imprenditore, furfantello o intelligente, che avrebbe potuto approfittare della situazione. Offerte per ora? Nulla di nulla». Poi De Laurentiis ha spiegato i programmi futuri, «d’ora in poi, quello che potremo fare come gruppo sarà fare strategia per costruire un Bari migliore, più forte, più importante». «Quello che posso dire ai tifosi è che non abbiamo alcuna intenzione di stare in Serie B a perdere soldi, siamo imprenditori e non sarà questo il nostro percorso. Stiamo cercando - conclude - un centravanti, certo, un elemento che possa aiutarci a giocare un campionato importante».

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