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In Puglia e Basilicata

LA FAVOLA DEL NUOTO

«Felicissimi per l’oro e l’argento di Benny, la stagione continua»

«Felicissimi per l’oro e l’argento di Benny, la stagione continua»

Benedetta Pilato con il suo tecnico Vito D'Onghia a Budapest

D'Onghia, il tecnico della tarantina Pilato: «Non c’è posto per la delusione dopo le medaglie Mondiali, ovvio si vuol vincere sempre»

27 Giugno 2022

Ciro Sanarica

Doppietta di medaglie per Benedetta Pilato alla XIX edizione dei campionati mondiali di nuoto. Un oro ed un argento per la record girl tarantina. Un bilancio più che positivo perché alla vigilia quasi tutti avrebbero messo firma per un’accoppiata simile. Campionessa del mondo nella specialità dei 100 rana; vicecampionessa nella specialità dei 50. Probabilmente, a distorcere qualche parere, paradossalmente, l’aver ottenuto il massimo risultato, nella gara in cui era meno attesa, ed aver mancato il primo posto in quella dove aveva maggiori chance. Il coach, Vito D’Onghia, già l’indomani dell’exploit sui 100  metri, aveva messo tutti in guardia, sottolienando che l’aver vinto nei 100 non significava andare incontro ad una passeggiata nei «50».

Considerazioni compiute da chi il nuoto lo vive da anni in prima linea, e conosce da tredici la sua allieva. Nelle ultime 24 ore la parola «delusione» è affiorata qua e là in maniera del tutto ingiustificata. Come si può parlare di delusioni dopo un primo ed un secondo posto mondiali? Come si può pronunciare quel termine dopo che la pugliese dona il maggior contributo (ex equo con Martinenghi) al medagliere azzurro più ricco della storia in un Mondiale? «Siamo felicissimi per come sono andate le cose - sottolinea con entusiasmo D’Onghia - e non potrebbe essere diversamente. Benedetta era partita per Budapest con l’obbiettivo di disputare la finale nei 100, alla sua prima occasione in un mondiale, e di fare il meglio possibile nei 50. Ci ritroviamo a commentare il secondo posto nella vasca secca ed addirittura il successo nella doppia distanza. È ovvio che si vuol vincere sempre e che quando non avviene si storca un po’ il muso, ma non di più. Siamo felici per il lavoro svolto in questa prima parte dell’anno e per quanto esso abbia fruttato. Parliamo dei titoli italiani in 50 e 100, con personale in quest’ultima circostanza, di un titolo mondiale e di un secondo posto mondiale. La stagione non è finita. Ci sono i campionati europei a Roma nel mese di agosto e speriamo di toglierci anche lì qualche soddisfazione».

Benedetta Pilato, diciassette anni, si diverte nuotando e firma imprese divertendosi. Aspetti che si intrecciano per quella che oggi rappresenta il simbolo italiano del nuoto al femminile. Passerà alla storia come la prima pugliese ad essere salita sul tetto del mondo di una disciplina natatoria, tra le altre cose. Oggi, l’eroina tarantina, è detentrice del titolo di vicecampionessa mondiale ed europea dei 50 rana in vasca corta; detentrice del record europeo dei 50 rana in vasca corta (mondiale juniores); campionessa d’Europa in carica dei 50 rana in lunga; campionessa del mondo dei 100 rana in lunga; vicecampionessa dei 50 rana in lunga (da tre anni, avendo già nel 2019 ottenuto lo stesso titolo a Gwangju); detentrice del record mondiale assoluto dei 50 in lunga dall’aprile 2021 (sua anche la seconda prestazione all time mondiale); campionessa italiana in carica di 50 e 100 rana. Il tutto allenandosi in una vasca da 25 metri (quella della Meridiana di Taranto) e dovendosi spostare sino a Bari per trovare quella da 50 più vicina, conciliando ciò con gli impegni scolastici. Quanti vorrebbero avere queste delusioni a diciassette anni?

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