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Un'annata Benedetta: la Pilato si racconta

Un'annata Benedetta: la Pilato si racconta

«Sono un'adolescente che vive la sua passione, non mi sento diversa»

17 Dicembre 2019

Ciro Sanarica

Un’annata Benedetta. Il 2019 ha regalato la nascita di una nuova stella agli sportivi italiani, pugliesi, tarantini. Una stella che ha per sfondo il grigiore offerto dalle problematicità di un territorio alla ricerca di luce ma che sa produrre anche favole. Luce come quella che emana Benedetta Pilato, con il suo sorriso, con l’armonia della sua nuotata, con la freschezza dei suoi quattordici anni.
«Un territorio di cui sono figlia, che amo – dice la giovane nuotatrice – e che sono orgogliosa di rappresentare, sperando di poter continuare a farlo ancora».

Benedetta Pilato è rientrata a Taranto da poche ore, dopo un tour di quindici giorni finito domenica sera, che le ha regalato ancora gioie, medaglie e primati. Due settimane in cui ha partecipato ai campionati europei in vasca corta, a Glasgow, dove ha vinto la prima medaglia d’oro in una competizione assoluta internazionale (divenendo la più precoce nuotatrice italiana della storia), stabilendo il nuovo primato italiano assoluto e mondiale juniores nei 50 rana (in corta), e dove ha vinto l’argento con la staffetta 4x100 mista (anche in questo caso record italiano). Due settimane senza soluzioni di continuità, in cui, a Riccione, ha vinto il titolo italiano in vasca lunga sugli amati 50 rana, e che si sono chiuse domenica con la prima fase dei societari, contribuendo all’accesso nella finale marzo alla società Canottieri Aniene.

«È stato tutto molto intenso, quasi – commenta la Sirenetta dei Due Mari – senza aver modo di apprezzare il tempo e quello che accadeva. Alla fine, tanto stanca, ma anche tanto felice per i risultati ottenuti. Un po’ di pausa adesso, e poi di nuovo a lavorare per cercare di migliorarsi insieme a coach Vito D’Onghia, al preparatore Zaffarano e con l’ausilio del medico Confalorieri. C’è armonia, c’è serenità, questo aiuta tanto».

Dal 6 di aprile un’escalation clamorosa. Dal presentarsi quasi come sconosciuta agli assoluti primaverili per vincere la medaglia d’argento (il 30”61 le valse il pass per Gwangju, dove esplose definitivamente divenendo prima la più giovane italiana a scendere sotto i 30” in lunga e poi vicecampionessa del mondo un’indimenticabile domenica 28 luglio), al tornare in quello stesso «Stadio del Nuoto» di Riccione, il 12 dicembre, per vincere il titolo italiano come favorita.
«Non mi sento affatto cambiata – dice la record girl, che in questi otto mesi è divenuta anche campionessa europea (a Kazan) e mondiale (a Budapest) juniores della specialità – e non vedo perché dovrei esserlo. Sono un’adolescente che vive il suo hobby, la sua passione, divertendosi, come fanno i miei coetanei con le loro. Non mi sento diversa».
Il magico 2019 è alla chiusura dei battenti. Per il 2020 cosa ci si aspetta? «È stato un anno fantastico questo, che non avrei mai potuto immaginare. Di certo mi aspetta tanto lavoro e vorrei che il prossimo fosse altrettanto bello. Ognuno ha dei sogni e come tutti spero che possano concretizzarsi».

E domani Benedetta Pilato potrà godersi un altro bel momento.
Sarà infatti a Milano per la cerimonia dei «Gazzetta Sports Awards». È in lizza sia per la categoria «Exploit dell’anno» che «Promessa dell’anno».

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