Martedì 16 Luglio 2019 | 14:28

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di DAVIDE LATTANZI

Comincia con un pensiero a Cristiano Del Grosso la video chat di Enrico Guarna per il sito. Il portiere del Bari, nella cornice dello store ufficiale del club (preso d’assalto da moltissimi tifosi), si è raccontato a tutto tondo. Il momento dei galletti, il suo modo di intendere il ruolo tra i pali, sogni, aspettative ed il legame con la città. Ma la dedica allo sfortunato terzino che lunedì ha subito un grave incidente stradale è la doverosa premessa. «Cristiano ci manca, meritava di vivere con noi questo importante frangente di stagione. Ma sono certo che si riprenderà presto e tornerà a darci una mano», le parole di Guarna. Che poi si «tuffa» sui temi legati all’attualità. «Penso che il rendimento della squadra sia pienamente soddisfacente», afferma il 30enne originario di Catanzaro.

«Il problema è che ci troviamo in un campionato scandito da ritmi altissimi. L’attuale stagione mi ricorda il torneo 2012-13, quando proprio il Livorno di mister Nicola arrivò terzo e dovette affrontare i play off pur totalizzando 80 punti. Se l’andamento non cambierà, dovremo adeguarci e spingere al massimo per farci trovare pronti, qualora una delle prime due rallenti la marcia. Anche sul piano personale, ritengo abbastanza positivo lo scorcio di torneo disputato finora. In ben nove occasioni su 18 gare non abbiamo subito gol e 10 gol dei 17 al passivo sono arrivati in tre gare: Spezia, Crotone e Ternana. Pertanto, la strada intrapresa è giusta: bisogna continuare a percorrerla».

L’estremo difensore calabrese è tornato a tutti gli effetti il titolare della porta barese, dopo lo scorso torneo vissuto in altalena. «La stagione passata non è stata semplice - confida Guarna - . Ero reduce dallo strepitoso torneo culminato ai playoff: ripartire dalla panchina fin dalle prime gare ufficiali senza una vera spiegazione mi è sembrata una vera privazione. Ma non recrimino sulle scelte di mister Devis Mangia che ha valutato secondo il suo metro. Se posso darmi un merito, è non aver mollato: ho continuato ad allenarmi come se avessi dovuto giocare. Alla fine tenacia e professionalità hanno pagato: non ho mai fatto “casini” o detto parole fuori posto e sono voluto rimanere anche quando a gennaio era pervenuta qualche offerta. Ovviamente l’occasione che mi ha concesso Nicola è stata determinante».

Il numero uno dei pugliesi racconta il suo rapporto con il tecnico piemontese. «Il mister è schietto e parla apertamente con ognuno di noi. Quando è arrivato, mi ha detto che avrebbe continuato a schierare Donnarumma, ma anche che avrei dovuto farmi trovare pronto. A febbraio, poi, mi ha riconsegnato la maglia da titolare in un frangente in cui probabilmente la difesa aveva bisogno di ulteriore esperienza. Da lì è cambiato tutto in meglio perché è anche arrivato il rinnovo di contratto con il Bari. La gente qui offre tanto affetto e personalmente non mi pesano le aspettative di una tifoseria che legittimamente vuole la massima categoria».
Un tassello che ad Enrico ancora manca. «In passato - risponde Guarna - qualche trattativa c’è stata: potevo andare alla Sampdoria, poi ingaggiarono il brasiliano Da Costa. Non so se ho pagato il mio modo di intendere il ruolo: alcuni colleghi rendono l’intervento spettacolare, io forse sono più essenziale: magari provo a semplificare l’intervento con una lettura preventiva delle situazioni. Il ruolo del portiere ha mille sfumature che possono sfuggire: fondamentale, però, è resettare ogni errore e mantenere la massima concentrazione anche nelle partite che sembrano prive di pericoli. Ad ogni modo, non ho rinunciato a misurarmi sul palcoscenico più prestigioso: spero di arrivarci con il Bari».

In prossimità di Natale, Guarna confida sogni e desideri. «La priorità nella vita - conclude - è la salute della mia famiglia. Sul piano professionale, invece, vorrei chiudere alla grande il 2015, raccogliendo tanti punti nei tre incontri che ci separano dalla pausa. A cominciare dal match di Cagliari: una super partita che non ha bisogno di tante presentazioni. Sarà un appuntamento di cartello, uno scontro al vertice. La formazione sarda è unanimemente considerata la grande favorita di questa serie B, ma non vediamo l’ora di confrontarci con loro».

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