Sabato 28 Novembre 2020 | 00:43

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ROMA, 18 NOV - L'Italia dagli anni Sessanta a metà degli anni Ottanta fu un vero laboratorio artistico a cui guardò tutto il mondo, una storia poco conosciuta e a cui la 38/a edizione del Torino Film Festival che parte il 20 novembre dedica ben due documentari: LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI (Arte in Italia 1967/1977) di Ilaria Freccia e PINO (che sta per Pino Pascali) di Walter Fasano. Che accadde in quegli anni? Ce lo racconta appunto LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI, documentario che prende il titolo da una foto-manifesto di Beuys con l'artista tedesco che avanza spedito come in un solitario 'Quarto stato'. Una sintesi perfetta per raccontare, attraverso uno sterminato apparato iconografico, materiale di repertorio e interviste, quell'irripetibile momento. Anni unici durante i quali si sono ritrovati a convivere insieme artisti come Marina Abramovic, Michelangelo Pistoletto, Andy Warhol, Luigi Ontani, Pino Pascali, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis e Joseph Beuys e galleristi di fama internazionale come Lia Rumma e Fabio Sargentini. PINO di Walter Fasano, con le voci di Suzanne Vega, Alma Jodorowsky, Monica Guerritore e Michele Riondino si dedica invece a tutto tondo a quello straordinario artista che fu Pino Pascali, uno dei più importanti esponenti dell'arte povera, morto giovanissimo nell'estate del 1968 in un incidente in motocicletta. L'occasione nasce dall'acquisto e dalla messa in mostra nel 2018 da parte del Museo Pascali di Polignano a Mare, terra d'origine di Pino, della sua opera: "Cinque Bachi da Setola e un Bozzolo". "Avendo scelto la strada del racconto per immagini fotografiche - dice nelle note il regista -, ho avuto la fortuna di essere affiancato da alcuni eccezionali compagni di viaggio: Pascali innanzitutto, le cui straordinarie (e poco note) fotografie ci hanno permesso di entrare nel suo sguardo. E soprattutto Pino Musi, sempre riconoscibile per stile ed esiti proprio in quanto ricercatore del senso profondo dell'immagine". (ANSA).

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