Renzo Arbore, maestro indiscusso e figura cardine nell’evoluzione della televisione italiana, oltre a essere un grande esperto e divulgatore di musica, ritorna in prima serata con «Meno siamo meglio stiamo - Revisited», in onda da questa sera alle 21.20 su Rai 5. L’operazione non si limita a una semplice riproposizione, ma si configura come una raffinata rilettura in dodici puntate di uno dei progetti più singolari dell’autore pugliese, originariamente trasmesso con successo dal 23 gennaio al 4 giugno 2005 in seconda serata su Rai 1. Arbore tira fuori una sorta di taccuino della memoria, da rileggere ad alta voce tra aneddoti creativi, incontri inattesi e intuizioni musicali. In quell’esperimento televisivo si delineava un’idea di spettacolo fondata sulla libertà espressiva, sull’eleganza del ritmo e su un umorismo mai gridato. Nella puntata inaugurale di questa sera si rievoca la partecipazione di Mariangela Melato e gli interventi musicali di Funkoff e Boop Sisters. Nelle settimane successive ci saranno omaggi e presenze illustri, in un clima conviviale e goliardico. Accanto ad Arbore, una costellazione di protagonisti dello spettacolo, insieme ai membri dell’«Antica Arboristeria» e ai pianisti Stefano Bollani e Leo Di Sanfelice.
«Questo programma è un vero e proprio varietà della durata di due ore, ricco di ospiti e di tante altre sorprese – commenta Arbore -. Ventun anni fa andava in onda di notte su Rai 1: c’era gente che lo guardava, ma non era favorito dall’orario. Nelle prime due puntate rivedremo Mariangela Melato, Lino Banfi e, insieme, Gino Paoli e Ornella Vanoni. Nelle successive ci saranno tutti i miei amici: Roberto Benigni, Gigi Proietti, Mario Marengo, Carlo Verdone, Elio e le Storie Tese, Gianni Boncompagni, Nino Frassica, Marisa Laurito. Il “bravo presentatore” è Antonio Stornaiolo, carissimo amico ancora oggi. Non mancheranno l’Orchestra Italiana e il gruppo Swing Maniacs. In ogni puntata ci sarà Stefano Bollani, grandissimo pianista jazz, che si esibirà con un brano jazz e una canzone da lui inventata, eseguita nello stile di un altro artista».
Non mancheranno personaggi quasi surreali e una rubrica dedicata alla cucina.
«La Laurito è protagonista della prima parodia sull’alta cucina che fa ridere tutti: l’anatra zoppa, ad esempio, e tante altre trovate divertenti di Marisa Laurito e Cesare Gigli. Michele Mirabella interpreta l’intellettuale e finge di essere il fratello. Dario Salvatori veste i panni di Dariospia, parodia di Dagospia di Roberto D’Agostino».
I suoi programmi, come ad esempio «L’Altra Domenica»” del quale quest’anno si celebrano i 50 anni, hanno segnato la storia della televisione. Oggi intravede qualcosa di simile?
«La TV la vedo un po’ in difficoltà: ci sono pochi programmi di varietà e pochi talenti. Secondo me bisognerebbe attingere di più dai social, dove personalmente mi trovo bene, perché le mie cose vengono proposte continuamente su Facebook, TikTok e Instagram, oltre agli ottimi ascolti del mio canale Renzo Arbore Channel.tv».
È difficile oggi fare programmi del genere?
«È molto complicato, soprattutto trovare talenti e formarli; ci vuole un’energia e una vitalità che, alla mia età, è difficile mettere in pratica. Comunque cerco di rivalutare le cose belle che ho fatto, ad esempio con l’Orchestra Italiana, con la quale ho girato il mondo».
Un pensiero per la Puglia?
«Ci penso sempre, soprattutto perché sto cercando di realizzare Casa Arbore a Foggia, dove lascerò tutte le mie collezioni e non solo. Sono in contatto con il nuovo presidente della Regione, Antonio Decaro, così come lo ero con Michele Emiliano, per cercare di realizzare questa mia volontà».
















