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«Griselda», regina della droga: una saga che narra la storia della criminale colombiana

Alessandro Salvatore

«L’unico uomo di cui ho avuto paura nella vita era una donna e si chiamava Griselda Blanco. Firmato Pablo Escobar». Si apre con questa scritta la prima puntata di Griselda, miniserie di sei episodi in arrivo oggi in mondovisione su Netflix. La saga racconta la vera storia Griselda Blanco Restrepo, la «Regina della droga» nata a Cartagena il 15 febbraio 1943 e scomparsa a Medellín il 3 settembre 2012). Si tratta di una criminale colombiana condannata per narcotraffico. È stata responsabile di centinaia di omicidi nel corso degli anni Settanta e ottanta del Ventesimo secolo. All’apice della sua attività criminale, il suo patrimonio toccò i due miliardi di dollari.

I produttori di Griselda sono gli stessi delle serie acclamatissime Narcos e Narcos: Messico, Eric Newman e Andrés Baiz, con quest’ultimo che è anche regista dei sei episodi. A prestare il volto alla protagonista è invece l’attrice colombiana Sofia Vergara, celebre in tutto il mondo per il ruolo di Gloria Delgado-Pritchett in Modern Family, che della miniserie è inoltre produttrice esecutiva.

Al centro della miniserie l’ascesa criminale di Griselda Blanco, pioniera del traffico di cocaina negli Stati Uniti prima dalla sua base nel Queens (New York) e poi da Miami, dove si trasferì alla fine degli anni ‘70. La sua crudeltà e la sua violenza furono secondo gli esperti una delle cause principali della cosiddetta «guerra dei cowboys della coca», che trasformò Miami nella capitale americana degli omicidi all’inizio degli anni Ottanta.

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