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Oggi si apre il primo Giubileo nella storia della Chiesa dedicato a un tema, la Misericordia. Davanti all’architrave di marmo e alle formelle di bronzo della porta santa di San Pietro, il papa latinoamericano invocherà il Dio che manifesta la propria onnipotenza nella misericordia e nel perdono, rifugio per l'umanità che ha bisogno di pace. E tra l’anticipo in Centrafrica e l’invocazione di domani a Cristo, «porta» per la misericordia, c'è già molto del senso che il papa Bergoglio vuole dare a questo evento.

Lo inaugura a 50 anni esatti dalla chiusura del Concilio ecumenico Vaticano II, che voleva dialogare con il mondo moderno con misericordia e mettere la propria compassione al servizio della pace. Leggendo la Bolla di indizione del giubileo, «Misericordiae vultus», papa Francesco percepisce la misericordia, in questo preciso momento storico della Chiesa e dell’umanità, come una urgenza.

Fino al 20 novembre 2016, giorno di chiusura del giubileo, a Roma si svolgeranno una serie di eventi, dalla apertura della porta santa delle altre basiliche giubilari (San Giovanni, San Paolo fuori le mura, Santa Maria Maggiore). Il Papa si è impegnato a tenere un sabato al mese una udienza generale in più, in giugno guiderà nelle basiliche un ritiro spirituale per i pellegrini, e ha annunciato che ogni venerdì compirà un gesto giubilare. Chiunque potrà andare in pellegrinaggio a Roma, e anche a Roma, attraversando la porta santa di una delle basiliche principali, dopo essersi confessato e aver fatto la comunione, potrà ottenere l’indulgenza plenaria. L’indulgenza – che è la remissione non dei peccati, ma di tutte le pene che rimangono da scontare, quando le colpe siano già state perdonate – è una delle caratteristiche principali dei giubilei, e nei secoli ha dato vita anche a deviazioni, tanto che a partire dalla critica alla pratica delle indulgenze Martin Lutero diede vita alla Riforma protestante.

Ma la misericordia resta caratteristica principale di Dio anche per i protestanti, come lo è per cattolici, ebrei e islamici, e un Anno santo intitolato ad essa potrebbe avere risvolti interessanti anche per il dialogo interreligioso e interconfessionale, e per il ruolo che le fedi possono svolgere per la pace mondiale. 

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