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Carrello solidale contro gli sprechi degli alimentari

Carrello solidale contro gli sprechi degli alimentari
Il tema della riduzione dei rifiuti è strategico nella programmazione regionale in materia. Anche se la produzione della grande distribuzione Organizzata (Gdo) non rientra nel percorso dei rifiuti urbani, è una sorta di passaggio obbligato che, unitamente all’educazione dei consumatori a ridurre i rifiuti, si immagini un atteggiamento sostenibile e responsabile rispetto agli acquisti quotidiani attraverso la grande distribuzione.

In passato la Regione ha spesso sottoscritto protocolli d’intesa con alcuni gruppo della Gdo operanti in Puglia al fine di spingere, anche all’interno della Programmazione relativa al piano Rifiuti approvato nel 2013, sul tema della riduzione a monte della produzione di urbani almeno del 7% rispetto all’attuale produzione totale. Il progetto regionale «Nella pancia o nella terra» richiama invece altri aspetti legati al tema, altrettanto importante, degli sprechi, in particolare di quelli alimentari.

L’obiettivo è quello di provare a gestire, attraverso una rete di assistenza attenta al sociale e alle sacche di povertà, i prodotti che vengono scartati perché al di sotto degli standard della Gdo. Il lodevole tentativo di ridurre gli sprechi alimentari si affianca qui all’altrettanto importante obiettivo di gestire correttamente e in maniera funzionale gli scarti alimentari da avviare al compostaggio o alla digestione anaerobica.

La Regione, d’altronde, sta cercando di finalizzare risorse economiche alla gestione della frazione umida dei rifiuti urbani con almeno due linee parallele: una volta, attraverso il Piano d’azione dei Fondi del ministero dello Sviluppo economico per lo Sviluppo e la coesione, a incrementare la quantità di frazione umida trattata in impianti di compostaggio fino al 20%, con una dotazione di 21,2 mln di euro destinati al cofinanziamento di 5 impianti di compostaggio in altrettante province pugliesi. L’altra con l’ammissione a finanziamento di 38 progetti comunali per la realizzazione del compostaggio di comunità: 7,6 mln di euro (dei 12 programmati) saranno impegnati per mini-impianti a servizio di comunità sino ai 4mila abitanti in maniera da avviare una gestione corretta della frazione umida senza pesare eccessivamente sui cittadini.

Su questo specifico progetto, la Regione ha già avviato una collaborazione con attività di promozione e comunicazione dei temi.

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