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Secondo il programma sottoscritto dalla regione Puglia con il ministero dello Sviluppo economico, sono stati destinati due milioni di euro ai Comuni della regione che abbiano raggiunto gli obiettivi di differenziata alla scadenza del 31 dicembre 2012, altri 34,2 milioni al rafforzamento della dotazione impiantistica destinata al trattamento dei rifiuti residuali prodotti da raccolta differenziata e 10,8 milioni di euro agli Aro (Ambiti di raccolta ottimali) i quali hanno adeguato i contratti di servizio per le attività di raccolta dei rifiuti in corso o che abbiano avviato nuove gare nel rispetto degli standard tecnici regionali entro una scadenza non eccedente il 30 novembre 2013.

È un ulteriore tesoretto che, in base a quanto previsto nel piano d'azione per l'utilizzo dei fondi per lo sviluppo e la coesione, sono andati a cumularsi ai cospicui stanziamenti effettuati in questi anni al fine di raggiungere importanti obiettivi nell’ambito di una revisione complessiva del sistema di gestione della raccolta rifiuti e della sua corretta chiusura anche in Puglia. La giunta regionale, preso atto dell’avvenuta intesa a livello ministeriale, ha dunque incamerato la partita di complessivi 47milioni 51mila e 782 euro, fondi che il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha sbloccato a beneficio della Puglia già nel 2012 e che successivamente, attraverso un complicato percorso burocratico, e sempre seguendo i criteri di assegnazione stabiliti in specifici accordi sulla base delle evidenze della fase negoziale avviata sin dal 2013 con gli enti territoriali e con gli organi di governo dei processi in materia di rifiuti, hanno poi ricevuto il via libera definitivo e quindi sono a disposizione.

È il 21 luglio 2015 la data in cui è stato definitivamente approvato il piano d’azione che era stato redatto dal servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifiche della Regione e successivamente presentato al Nucleo di valutazione e analisi della programmazione del dipartimento delle Politiche di Coesione del ministero dello Sviluppo Economico.

Sono sostanzialmente tre gli obiettivi fissati dal già citato piano di Azione attraverso il quale ci si ripromette di aumentare al 40% l'obiettivo della raccolta differenziata su base regionale (in questo caso la dotazione del capitolo in questione ammonta a 6,79 milioni di euro a sostegno di comuni e Ambiti di raccolta ottimali necessariamente per ottenere il potenziamento dei servizi ordinari). Il secondo obiettivo strategico concerne invece l’incremento della quantità di frazione umida (soprattutto scarti e residui alimentari, ma anche fogliame e scarti di vegetazione) trattata all’interno di impianti di compostaggio fino al 20% (in questo caso la dotazione economica ammonta a 21,2 milioni di euro che però sono destinati al cofinanziamento e quindi non coprono la spesa complessiva necessaria per la realizzazione di complessivi cinque nuovi impianti di compostaggio).

Il terzo punto al quale mira il piano di azione appena entrato in vigore riguarda metodologie per la riduzione della quantità di rifiuti per ciascun abitante smaltiti in discarica (in questo caso la posta ammonta a 19 milioni di euro anche in questo caso destinati al cofinanziamento di un totale di nove impianti destinati al recupero di materia da residui di raccolta differenziata e per selezione meccanica e recupero frazioni secche).

Si tratta di sostenere progetti già in essere o comunque di accelerare le procedure per una progettazione di carattere definitivo giacchè l’assegnazione dei fondi è condizionata: le somme dovranno essere impegnate necessariamente entro il 31 dicembre di quest’anno e gli interventi dovranno essere completati entro due anni.

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