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Circa 244mila tonnellate di rifiuti in meno prodotti nel 2014 (la produzione totale era di 2,154 milioni di tonnellate nel 2010, oggi sono scesi a 1.900). È il dato più significativo riportato nei giorni scorsi in un rapporto dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale): parallelamente a questo l'istituto fotografa i dati di differenziata e registra l'incremento (sempre dal 2010) di quasi 11 punti percentuali. Non un successo, nè un punto di arrivo ma certamente un trend che è in crescita e che fa ben sperare viste le circa 490mila tonnellate di rifiuti recuperati.

A fare la parte del leone, in termini di quantitativi raccolti, è la frazione organica che costituisce da sola il 35,7% del differenziato per un totale di 176mila tonnellate raccolte: seguono carta e cartone (29,52%, 145mila tonnellate), vetro (12,94%, quasi 64mila tonnellate) e plastica (circa 9% con poco più di 45mila tonnellate).

Interessante anche la geografia dei rifiuti provincia per provincia: fanalino di coda quanto a percentuali di differenziata la Provincia di Foggia con soltanto il 18,2% che, tuttavia, è anche la provincia con la produzione pro-capite di rifiuti più bassa (436,1 kg per abitante all'anno). Le migliori performances in termini di differenziata sono quella della Provincia di Brindisi (47,7%) e della BAT (41%) cui seguono la provincia di Bari (25,6%), quella di Lecce (19,9%), poi Taranto (18,8%) che è anche la provincia pugliese con la produzione di rifiuti per abitante più alta, ben 503,2 kg per anno. Alla provincia di Brindisi, oltre al primato per la percentuale di differenziata, spetta anche il dato più rilevante in termini di organico con poco più di 49mila tonnellate/anno, mentre Bari primeggia nella raccolta del cartone (oltre 53.624 tonnellate, mentre Taranto solo 13 mila tonnellate). Infine il «premio» per la raccolta di vetro va alla provincia di Lecce con 18mila tonnellate.

All'inizio di quest'anno i dati continuano ad essere positivi: la curva delle percentuali di differenziata del 2015 resta stabilmente sopra la percentuale del 30% nei primi 5 mesi dell'anno e si riferisce ad una platea di 230 Comuni, ovvero tutti quelli che hanno effettuato correttamente e nei termini temporali previsti le comunicazioni all’ufficio della Regione. I dati complessivi, costantemente aggiornati e disponibili sul sito della Regione Puglia, restituiscono un quadro in evoluzione positiva pur tra mille difficoltà.

«Stiamo lavorando per portare a casa almeno altri tre obiettivi nel medio termine - spiega l'assessore alla Qualità dell'ambiente, Domenico Santorsola (nella foto). «In primo luogo raggiungere il 40% come media regionale - prosegue l'Assessore - poi arrivare alla soglia del 20% (rispetto al totale di rifiuti prodotti) per quello che riguarda la frazione organica e, infine, ridurre sensibilmente, verosimilmente fino a 236 chilogrammi per ciascun abitante la quantità di rifiuto che è necessario ancora continuare a conferire negli impianti di discarica».

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