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Dati incoraggianti dal rapporto Ispra adesso il salto per evitare l’emergenza

Dati incoraggianti dal rapporto Ispra adesso il salto per evitare l’emergenza
di Giuseppe Armenise

PIù su, con fiducia. E ora occorrerà il salto in alto per superare la soglia sperata. Sulla gestione dei rifiuti, e in particolare sulla raccolta differenziata, si gioca l’ennesima partita. La Regione, dopo aver approvato il piano rifiuti incentrato ancora una volta su un sistema impiantistico meno energivoro, è a un bivio. Intanto si intascano i dati della tendenza positiva. Nei primi cinque mesi del 2015, secondo i dati elaborati, sempre su informazioni inviate dalle Regioni, il dato medio regionale della porzione di materiale di risulta raccolto per frazione (organico, carta, vetro, plastica, elettronici e ingombranti) è costantemente sopra il 30%. C’è ovviamente chi va meglio (sempre la provincia Barletta, Andria, Trani si distingue, ma avanza in maniera considerevole la provincia di Brindisi) e chi resta ancora indietro. Ad esempio in materia di quantità di rifiuti prodotti, la cui riduzione è alla base della filosofia preventiva, Taranto resta fanalino di coda. Ma è un caso facilmente spiegabile: i problemi insiti nel tessuto economico e produttivo fanno in modo che Taranto continua ad andare in controtendenza in un territorio regionale nel quale, invece, si registra un 2014 positivo visto il calo significativo di 244mila tonnellate.

Il calo, dice qualcuno, è funzione della crisi economica che ha ridimensionato i consumi e, di conseguenza, limitato la produzione di rifiuti. Una chiave di lettura credibile, questa, se non fosse che, contestualmente al calo, la Regione è riuscita a incasellare negli ultimi due anni una crescita dell’11 per cento prima e oggi di poco più del 15% complessivo in raccolta differenziata, aumentando in maniera finalmente credibile la quota riferita alla frazione umida. E se è vero che, soprattutto al Sud, la frazione umida è quella preponderante, allora i conti cominciano a tornare.

Sempre che, è questo è fondamentale e va ricordato costantemente, a un salto di qualità come questo si fa corrispondere una accelerata decisa sul fronte dell’impiantistica. A cominciare dai piccoli impianti di compostaggio a servizio dei piccoli Comuni. E in tal senso sembra avviato bene il compostaggio di comunità. Ma è bene che il numero dei 38 Comuni che hanno aderito all’appello della Regione cresca presto, superando anche la diffidenza dei cittadini.

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