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La Legge 426 del 9dicembre del 1998 su «Nuovi interventi in campo ambientale» ha individuato, per la prima volta, all’interno di aree industriali e siti ad alto rischio ambientale, quelle aree che, in virtù dello stato di contaminazione, avevano i requisiti per essere inserite in un elenco speciale che ha fatto assurgere casi locali a casi di «interesse nazionale».  Tra questi siti di interesse prioritario in Puglia spicca, per grado di incidenza con le matrici ambientali caratterizzanti il pertinente contesto fisico-geografico di riferimento,  il sito di Brindisi il cui risanamento è stato regolato in base a un Accordo di Programma per la definizione degli interventi di messa in Sicurezza e bonifica delle aree comprese nel Sito di  Interesse  Nazionale  di  Brindisi  del  novembre 2007.

La classificazione di una vasta area industriale e portuale come sito di interesse nazionale Taranto è stata attivata nel  2009 attraverso la stipula di un protocollo d’intesa finalizzato alla riqualificazione ambientale delle aree ricadenti nel Sito di interessa nazionale di Taranto e al contestuale  sviluppo  infrastrutturale  dell’area  portuale  di  Taranto. La  sottoscrizione di tale protocollo d’intesa risale al  5 novembre 2009  e impegna il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero dello Sviluppo Economico, la regione Puglia, la Provincia di Taranto, il Comune di Taranto, l’Autorità Portuale di Taranto e la Sogesid S.p.A.. Detto Protocollo (successivamente ridefinito nel giugno del 2012, evidenziava la necessità di attivare sul Sin di Taranto interventi urgenti di messa in sicurezza e bonifica della falda, con priorità all’area demaniale c.d. ex Yard Belleli, funzionale alla realizzazione della cassa di colmata cosiddetto «ampliamento del V Sporgente»).

Ci sono poi il sito di Manfredonia che è in avanzato stato di definizione. Il sito della Fibronit di Bari, che ha già visto completato l’intervento di messa in sicurezza, verrà bonificato attraverso una messa in sicurezza permanente, per la quale si è conclusa la gara di evidenza europea e si è in attesa dell’affidamento dei lavori, al momento fermi per un ricorso al Tribunale amministrativo regionale.

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