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Medico specialista in oncoematologia, tranese, Domenico Santorsola è il nuovo assessore regionale alla qualità dell’ambiente. Sin dal suo insediamento ha mostrato particolare attenzione alle tematiche della raccolta differenziata e della chiusura del ciclo rifiuti ed ha espresso una opinione chiara e ferma sulla questione incenerimento, balzata alle cronache nazionali in ragione dei provvedimenti del governo centrale.

Qual è la situazione relativa all’incenerimento dei rifiuti? Verso quale direzione sta andando la Puglia su questo tema? «La Puglia già nel 2005 con il piano rifiuti commissariale aveva deciso di non dare seguito alla costruzione dei tre inceneritori previsti dalla precedente amministrazione. Nel 2013, poi, con il primo piano a gestione non commissariale ha ribadito la scelta ed ha adottato la strategia “rifiuti zero” che punta a ridimensionare il ruolo delle discariche e degli inceneritori nella gestione dei rifiuti nella nostra regione. Quindi niente nuovi impianti? «No, lo abbiamo detto forte e chiaro più volte. Non li vogliamo e, tra le altre cose, quelli attualmente autorizzati potrebbero essere sufficienti a soddisfare le necessità regionali non appena raggiunti gli obiettivi di raccolta differenziata individuati dal Piano».

A proposito di differenziata: la crescita dei dati appare lenta. Quali sono le cause? «Gli attori nel ciclo dei rifiuti sono tanti e, talvolta, obiettivi e procedure non sono perfettamente sincroni tra loro; tuttavia la crescita è avvenuta tanto che dal 2010 ad oggi parliamo di circa 12 punti percentuali in più di raccolta differenziata su base regionale. È comunque chiaro che il dato non può essere considerato un punto di arrivo».

Quali elementi possono contribuire nel medio periodo a consolidare le percentuali e, magari, a rilanciarle? «Entro la fine dell’anno gran parte degli Ambiti di Raccolta Ottimale individuati nel Piano avranno esaurito la fase di assegnazione dei servizi di raccolta e, di conseguenza, territori omogenei con una popolazione media di circa 100mila abitanti avranno una gestione unitaria; le modalità e gli obiettivi di raccolta saranno le stesse in tutta la regione con evidenti benefici economici legati all’economia di scala e, soprattutto, con una carta dei servizi uguale per tutti dal Tavoliere delle Puglie al Salento».

C’è una questione di impiantistica legata soprattutto al trattamento ed allo smaltimento della frazione umida che, come lei sa, costituisce la parte più significativa dei rifiuti urbani. Quali novità intendete introdurre in merito a questo? «Come ricorderà abbiamo emanato un bando per le compostiere di comunità; questa proposta organizzativa sta riscuotendo una buona attenzione dai comuni fino a 4mila abitanti perché permette una riduzione sensibile dei costi di conferimento normalmente troppo elevati per comunità così piccole. Per il resto stiamo governando i flussi di rifiuti umidi ai centri di compostaggio attualmente in funzione e, in accordo con i presidenti di Oga, vorremmo programmare nuovi impianti da affiancare man mano che cresce la differenziata e che i nuovi servizi vanno a regime».

Lei è un medico. Il tema della tutela ambientale è strettamente collegato a quello della salute e, in particolare, il tema dei rifiuti attiene all’igiene pubblica e quindi alla salute. Non è così? «Nelle tematiche ambientali, così come in medicina, un corretto stile di vita permette di prevenire problematiche più serie, almeno per quelle situazioni in cui è dimostrabile il rapporto causa effetto. In campo ambientale le pratiche sostenibili sono la prevenzione delle criticità con cui, invece, oggi siamo costretti a lottare ogni giorno. Un compito di questo Assessorato sarà di mantenere e potenziare l’impegno che già da alcuni anni l’Amministrazione regionale ha assunto: fare informazione in tema di ecologia investendo nei giovani e nelle attività scolastiche perché siamo convinti che costruire buone pratiche di vita sostenibile è l’unica maniera per centrare gli obiettivi e, cosa ancora più importante, per mantenerli stabili nel tempo».

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