Lunedì 25 Marzo 2019 | 12:55

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Ambiti di raccolta la Puglia divisa in 38 microaree

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La nuova mappa dei centri nevralgici per la gestione territoriale omogenea del ciclo dei rifiuti in Puglia è basata su un disegno che dovrebbe ottimizzare tanto i servizi quanto la spesa fin qui sostenuta dai Comuni. La giunta regionale ha deciso di approvare un assetto con 38 Aro (Ambito di raccolta ottimale) in tutta la Regione così suddivisi per ciascuna delle sei province: 8 per la provincia di Bari, 8 per Foggia, 11 per Lecce, 3 per la BAT, 3 per Brindisi e 5 per Taranto.

La filosofia di composizione degli Aro si è giustificata con l’individuazione di bacini di riferimento per la raccolta dei rifiuti a carattere sovracomunale. Questo perché è più facile realizzare un’economia di scala quando ci sono numeri consistenti rispetto all’obiettivo che sij intende raggiungere. Si è deciso di operare per omogeneità dei territori, sostanzialmente contermini, che assommino una popolazione complessiva di 100mila abitanti da servire. Questo, ovviamente, ad eccezione di alcune località particolarmente svantaggiate sul piano geografico.

In quasta maniera si ottengono, questo il ragionamento della Giunta regionale, uguali prestazioni rispetto a quelle conseguite precedentemente a livello comunale, ma a prezzi calmierati dalla minore frammentazione dei servizi. I soggetti nati (Aro) hanno quindi avviato la progettazione dei servizi sul territorio di competenza e impegnandosi a bandire gare ad evidenza europea per l’assegnazione dei servizi alle migliori condizioni possibili.

Con la stessa legge che ha istituito e mappato i nuovi ArRo, sono stati istiuiti anche gli Oga (Organi di Governo d’Ambito), destinati a gestire i cosiddetti servizi «capital intensive», ovvero la pianificazione degli impianti di trattamento dei rifiuti, e la definizione dei flussi di conferimento degli stessi materiali di risulta. Sono queste le principali competenze del nuovo soggetto, che nasce dalle ceneri dei vecchi Ato (Ambiti territoriali ottimali) ma che ha visione e compiti più incisivi sulle questioni, introducendo criteri di responsabilizzazione diretta dei soggetti territoriali competenti

Così, con l’introduzione degli Oga, è stata avviata la fase di concertazione per la programmazione della dotazione impiantistica, con particolare riferimento alla frazione umida. Un dettaglio non secondario se si tiene conto che, per le caratteristiche dei rifiuti prodotti in Puglia, ben più del 50% del totale afferisce proprio alla frazione organica, ovvero ai resti alimentari, agli sfalci di potatura, alla vegetazione. Proprio al trattamento e alla reimmissione sul mercato di questa frazione umida sono legati i progetti per due impianti di compostaggio a Manfredonia, in provincia di Foggia, e Cellammare, in provincia di Bari.

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