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Gestione dei servizi legati ai rifiuti, nuova mappa puglieseRendere le città pugliesi più «smart», intelligenti, cioè, anche sotto il profilo della gestione dei servizi pubblici locali, farlo sia attraverso la promozione di modelli e tecnologie innovativi che con una visione d’insieme che guardi meno alla tutela dei campanilismi, degli interessi di piccola scala legati alle comunità municipali, e sia sostanzialmente più orientata, invece, a creare una vera e propria economia di scala in settore di grande interesse economico quale quello dei rifiuti (con connessa filiera che dovrebbe occuparsi e trovare utili procedendo al riuso, al riutilizzo, alla valorizzazione e alla reimmissione nel processo produttivo di materiali di scarto che altrimenti rappresenterebbero, esattamente come oggi, solo un costo).

È la visione che sta alla base del riassetto della governance nell’ambito della gestione del ciclo rifiuti che la Regione Puglia ha disegnato perché ci fosse il salto di qualità tanto auspicato. Le analisi tecniche per la delimitazione degli Aro sono state condotte dal Servizio ciclo dei rifiuti e bonifiche, in collaborazione con Invitalia nell’ambito del Progetto di supporto e affiancamento operativo a favore degli Enti Pubblici delle Regioni «Obiettivo Convergenza» per l’implementazione della riforma del mercato dei Servizi pubblici locali a rilevanza economica, promosso dal Dipartimento Affari Regionali.

Negli ultimi quattro anni, in effetti, si è varata una stagione che punta a produrre evidenti cambiamenti. Un lento processo di evoluzione dettato da un lato dall’esigenza di uniformare la normativa regionale ai dettami della legge nazionale in materia di rifiuti, dall’altro per preparare la strada all’approvazione definitiva e il varo effettivo delle previsioni del nuovo Piano regionale dei rifiuti urbani, poi in effetti avvenuta.

La legge regionale 14 del 2011 - La Puglia ha ridisegnato la mappa degli Ato (gli Ambiti Territoriali Ottimali) per farli passare dagli iniziali 15 a 6, facendoli coincidere con i confini dei territori provinciali. Un primo passaggio verso un nuovo modello più snello e votato ad una visione territoriale dei sevizi, non più comunale, in cui, tuttavia, ogni municipio conserva il proprio ruolo decisionale, la propria peculiarità.

La legge 24 del 2012 - Su proposta del governo regionale, con il provvedimento normativo è stato determinato il nuovo assetto: si scindono tra loro i servizi di raccolta, spazzamento e trasporto dei materiali di scarto da quelli di commercializzazione, trattamento e smaltimento, individuando soggetti di gestione differenti sulla base delle differenti esigenze. La caratteristica dei servizi «labour intensive», ossia a basso investimento, ma con elevati costi di personale, come raccolta, spazzamento e smaltimento vengono per questo affidate ad Ambiti di Raccolta ottimale (Aro) individuati su basi geografiche tali da creare economie di scala. La perimetrazione dei 38 Aro (tanti sono gli ambiti ottimali nei quali sono stati suddivisi, per compatibilità ed omogeneità territoriale i Comuni della frastagliatissima Puglia) è avvenuta sulla base di confini determinati in base alla popolazione dei territori coinvolti nel servizio e al coefficiente di picco di produzione dei rifiuti. Altro criterio per l’ottimizzazione del servizio, ovviamente, la salvaguardia di eventuali gestioni unitarie che fossero già esistenti e che avessero già portato alla condivisione, su base sovracomunale e in logica di area vasta, dei servizi di raccolta e o di gestione dei flussi di raccolta in termini virtuosi. «Il tutto – hanno più volte ribadito dall’assessorato regionale alla Qualità dell’Ambiente guidata fino a qualche mese fa da Nichi Vendola – per individuare ambiti ottimali dal punto di vista dei servizi che sviluppassero sufficienti economie di scala».

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