Lunedì 25 Marzo 2019 | 09:17

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Ma quali obiettivi si prefigge il piano regionale per la gestione dei rifiuti in Puglia? In primo luogo persegue la prevenzione attraverso una politica di riduzione dei rifiuti, con particolare riferimento agli imballaggi, l'incentivazione all'uso di materiali non usa e getta per il quotidiano; in seconda istanza punta al recupero della materia attraverso la raccolta differenziazione dei rifiuti con un obiettivo del 65% a monte e un ulteriore 7% da ulteriore selezione dall'indifferenziato. Questi obiettivi minimi hanno l'ambizione di abbattere il conferimento in discarica, relegando a questa soluzione una frazione non superiore al 7% del totale.

Certo, visti i risultati finora raggiunti dalla differenziata in Puglia, ci sarebbe da chiedersi: ma come è possibile? La risposta degli addetti ai lavori è: «Non siamo visionari e neppure ingenuamente ottimisti come qualcuno si affretta a sostenere. Abbiamo corretto gli errori – spiega Lorenzo Nicastro, assessore uscente alla Qualità dell’ambiente - abbiamo fornito gli strumenti per definire servizi efficienti ed economicamente vantaggiosi, stiamo procedendo a irrobustire la rete degli impianti dal compost alle frazioni secche, il tutto per essere certi che lo sforzo dei cittadini nel selezionare i rifiuti differenziando i materiali non venga disperso e, anzi, serva da ulteriore stimolo a migliorare le performance».

La Puglia, comunque, è la prima regione italiana che approva un piano, tra le pochissime che se ne sono dotate, con alla base la strategia rifiuti zero. Senza contare il fatto che lo strumento approvato dal Consiglio Regionale il 15 ottobre 2013 segna definitivamente l’uscita della regione da quella fase commissariale in cui la Puglia è stata negli ultimi 15 anni. Un piano che Nicastro definisce «dinamico, in divenire».

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