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Una rivoluzione, secondo l’amministrazione regionale. Parliamo di rifiuti. E la rivoluzione ha riguardato il ribaltamento di logiche e totem fin qui seguiti in materia per cominciare invece a ragionare di materiali di scarto come opportunità, e inquadrarne la gestione e il servizio che ne deriva in termini di efficienza ed efficacia.

Ma in questi anni, che la Puglia ha cercato di far ripartire in più di una circostanza la filosofia del rifiuto-risorsa da recuperare, non è stato tutto rose e fiori. C’è voluta una lunga fase di informazione e sensibilizzazione, passando da una prospettiva di collaborazione tra ente regionale e Comuni.

«Laddove questo concetto è stato chiaro - spiega l’assessore uscente all’Ambiente della Regoone, Lorenzo Nicastro - i territori hanno risposto e già dal 2013, i dati di alcune comunità hanno dato respiro agli impegni presi. Quattro Comuni (Rutigliano, Monteparano, Cellamare e Troia) sono stati premiati in quell’anno come Comuni Ricicloni da Legambiente Puglia, ma tanti altri si erano incamminati su un percorso virtuoso: tanto è vero che quindici altre amministrazioni comunali avevano raggiunto in quell’anno gli obiettivi di legge del 2012 e che altri 17 avevano sviluppato dati interessanti per cui risultavano “da tenere d'occhio”. Il comune di Andria ha consolidato dati superiori al 60%, il che conferma che la differenziata non è affare solo per le piccole realtà».

«Il bilancio di una esperienza di governo regionale, tuttavia - continua Nicastro - passa anche per l’analisi di un dato non appagante se parametrato agli sforzi profusi in questi anni. Un dato che, tuttavia, restituisce lo spaccato di un impegno intrapreso dal Governo regionale e dagli enti locali, almeno quelli che hanno saputo e voluto raccogliere l’opportunità di un cambiamento di rotta in materia di rifiuti. I freddi numeri parlano di un 15% ereditato nel 2010 che, ad oggi è diventato circa un 26% (media del primo semestre 2014). È una percentuale che racconta di comuni molto virtuosi che fanno da traino e di Comuni un po’ meno attenti che frenano la corsa della Puglia verso un traguardo di civiltà, inseguito da anni. Una corsa supportata negli anni da tanti strumenti: i fondi per il miglioramento della differenziata (circa 35mln di euro), l’impulso alla gestione unitaria dei servizi per territori omogenei, lo stimolo alle piccole comunità a dotarsi di compostiere collettive, senza contare l’adozione del primo piano rifiuti partecipato e il riassetto della governance»

Adesso si guarda al futuro puntando a un orizzonte ben definito. «Solo un sussulto di dignità delle Comunità locali - spiega Nicastro - può dare alla raccolta differenziata dei rifiuti la giusta importanza nell’economia del rapporto con l’ambiente e con la gestione della cosa pubblica. L’attenzione nell’applicazione dell’ecotassa ha certamente favorito la responsabilizzazione verso pratiche più virtuose di gestione ma, purtroppo, continua a farla da padrone la conflittualità, il campanilismo, l’idea che, alla fine, qualcun altro dovrà occuparsi di risolvere il problema.

Da contraltare a questa situazione, per fortuna, fanno le sensibilità giovani di questa regione, quelle che maturano una coscienza ambientale già in età scolare e che, man mano, diventano donne e uomini con stili di vita sempre più sostenibili. Sotto questo aspetto - dice l’assessore uscente - tra le numerose iniziative messe in campo dalla Regione per la sensibilizzazione alla cultura del riciclo dei rifiuti, quelle che certamente hanno prodotto i risultati migliori in termini di partecipazione e di coinvolgimento sono certamente quelle avviato all’interno degli istituti scolastici che hanno coinvolto le fasce di età comprese tra gli 8 e i 13 anni. Puntare sui giovani, sulla loro formazione e sulla loro educazione a comportamenti sostenibili – conclude Nicastro - è uno strumento per costruire cittadini più responsabili e consumatori più attenti non solo ai propri bisogni ma anche alle ripercussioni che questi hanno sulll’ambiente circostante».

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