Martedì 28 Gennaio 2020 | 01:21

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BRUXELLES - L'Italia è tra i 12 Paesi virtuosi dell'Ue sull'assistenza alla prima infanzia. Questa ha infatti raggiunto e superato l'obiettivo Ue di fornire almeno a 1 bimbo su 3 un posto al nido, passando dal 25% del 2011 al 34,4% del 2016. Nel corso degli anni la percentuale è stata altalenante, crollando al 21% nel 2012 per poi risalire al 27,3% nel 2015.

 

 

 

L'Italia, con il 92,6%, ha anche da tempo raggiunto e superato l'obiettivo del 90% di bambini alla scuola materna dai 3 anni sino all'inizio della scuola dell'obbligo. Si è però riscontrato un calo con un picco negativo dell'85,9% nel 2015, in quanto nel 2011 era al 95%. E' quanto emerge dal rapporto della Commissione Ue sugli 'obiettivi di Barcellona' fissati nel 2002, secondo cui nel loro complesso i 28 hanno centrato quello del 33% per i piccoli tra 0 e 3 anni al nido, mentre si avvicinano a raggiungere il 90% di bambini alla materna.

 

 

Ci sono però grosse differenze tra Paesi, di cui solo 12 tra cui l'Italia hanno centrato l'obiettivo sia per gli asili nido che le scuole materne di qualità e a prezzi abbordabili. Nonostante questo, però, quasi il 20% di donne italiane nel 2016 (si tratta però della decima percentuale più bassa nell'Ue), ha segnalato come causa la carenza di infrastrutture come ragione per la loro assenza dal mercato del lavoro o la loro presenza solo a tempo parziale. 

 

 

I motivi economici contano per ben il 22,8% tra le ragioni per cui le famiglie italiane decidono di non mandare i bambini all'asilo, e solo il 3,4% per mancanza di posti disponibili. 

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