Domenica 16 Dicembre 2018 | 17:59

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Oettinger, in arrivo tassa sulla plastica per nuovo bilancio Ue

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BRUXELLES - Una tassa sulla plastica per reperire risorse da destinare al bilancio europeo: è l'idea che la Commissione Ue presenterà la prossima settimana, secondo quanto ha annunciato dal commissario al bilancio Gunter Oettinger. "Dal 1 gennaio la Cina ha chiuso il mercato, non prende più plastica da riciclare", mentre in Ue ne "utilizziamo e produciamo troppa", ha detto il commissario, convinto che vada ridotta. Per questo la prossima settimana la Commissione presenterà un pacchetto di misure, tra cui "una tassa sulla plastica, per disincentivare" l'utilizzo. Bruxelles sta ancora valutando se il balzello andrà a colpire le componenti che si usano per produrla, e se ci saranno esenzioni per prodotti di uso comune come i cartoni del latte.

 

A causa della Brexit, poi, il bilancio europeo avrà un buco tra 12 e 14 miliardi di euro, che si coprirà per metà con tagli e metà trovando nuove risorse ha poi detto Oettinger, al termine della riunione della Commissione europea dedicata alla prossima 'finanziaria' Ue che partirà nel 2021.

 

"I colleghi sanno, ed hanno accettato, che tutti i programmi devono accettare tagli", che saranno "inevitabili" anche su fondi di coesione e politica agricola comune (Pac), ha detto il commissario. Solo due programmi non saranno toccati, anzi, "ci aspettiamo un aumento", e sono Erasmus+, per favorire la mobilità dei giovani, e Horizon 2020, dedicato a ricerca e innovazione. In ogni caso, i tagli a coesione e Pac non li metteranno a rischio, assicura.

 

Oettinger ha spiegato che i commissari europei hanno discusso oggi anche di come accorpare per ridurre i programmi, che oggi sono 60. "Non si farà nessun progetto se prima non sarà dimostrato il suo valore aggiunto, e nelle prossime settimane si definirà questo valore aggiunto. Ci limiteremo alle spese il cui valore è dimostrabile", ha detto.

 

Per quanto riguarda i tagli, essi riguarderanno anche il personale, perché dopo la Brexit "ci saranno sicuramente meno cose da fare". Sulle nuove entrate invece, ci si baserà sulle proposte del rapporto di Mario Monti sulle 'risorse proprie'. Il commissario ha anche proposto di far confluire nel bilancio europeo le entrate derivanti dallo scambio di quote di emissioni nocive (Ets), che oggi invece vanno ad arricchire gli Stati membri. "Sarebbe logico che gli introiti confluissero direttamente nelle casse Ue", ha detto. Inoltre, nel prossimo bilancio Ue dovranno trovare spazio le spese finora effettuate con aggiustamenti di bilancio, ovvero immigrazione e difesa. Voci che da sole valgono circa 10 miliardi, ha spiegato. Gli Stati dovranno quindi fare nuovi sforzi, perché l'attuale bilancio dell'1% del Pil Ue deve salire almeno all'1,1-1,2% "per svolgere al meglio le attività".

 

Oettinger ribadisce invece che il bilancio dell'Eurozona non si farà, perché "è un'idea del 2011". Oggi conta 19 Stati membri, che da soli rappresentano il 85% del Pil dei 27, in prospettiva si estenderà e quindi non avrebbe senso escludere da questo bilancio ristretto gli altri Stati. Per questo, ha spiegato, la Commissione ha invece pensato a strumenti ed aiuti per chi vuole adottare l'euro.

 

La proposta di Bruxelles sul nuovo bilancio europeo arriverà a maggio. E i commissari stanno anche pensando di trovare un legame con il Semestre europeo, cioè il ciclo di esame dei conti pubblici. "Le raccomandazioni Ue potrebbero beneficiare dei fondi dei nostri programmi", ha detto Oettinger.

 

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