Martedì 23 Ottobre 2018 | 11:47

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Chinnici (Pd), antimafia siciliana un modello per Procura Ue

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BRUXELLES - Il modello siciliano di lotta alla mafia è stato "un laboratorio di metodologie e concetti alla base dell'antimafia moderna, ed ha avuto un impatto, seppur indiretto, sulla nascita della procura europea" ha dichiarato all'Ansa Caterina Chinnici, ma per l'eurodeputata Pd bisogna fare ulteriori passi avanti nella politica europea di contrasto alle mafie, ampliando lo spazio giuridico comune e armonizzando le norme. "Occorrerebbe" dice Chinnici "introdurre nella legislazione europea una nozione giuridica condivisa di criminalità organizzata che individui le caratteristiche essenziali del fenomeno in modo più concreto e specifico rispetto a quanto deciso nel 2008 dal Consiglio giustizia e affari interni".

 

La Procura europea è stata istituita a giugno dell'anno scorso grazie alla cooperazione di venti stati europei, ma sarà operativa tra un paio di anni. Inizialmente si occuperà solo di frodi contro gli interessi finanziari dell'Ue, "ma spesso questi reati vengono commessi da organizzazioni criminali per cui fin dall'inizio si può prefigurare un'efficace azione antimafia" sottolinea la deputata figlia del magistrato Rocco Chinnici, padre del pool anti-mafia, assassinato nel 1983. Estendere le competenze della procura "vorrebbe dire molto per la Sicilia così come per tutti i paesi dell'UE" si augura la parlamentare "poiché la criminalità organizzata ha acquisito una consolidata dimensione transfrontaliera e nessun paese può dirsene immune".

 

Un ulteriore passo avanti da compiere a livello europeo secondo Chinnici è rappresentato dal mutuo riconoscimento delle confische preventive, disposte cioè in assenza di condanna. "L'attacco ai patrimoni illeciti, su cui già all'inizio degli anni Ottanta mio padre Rocco insisteva molto nei suoi interventi a supporto della legge Rognoni-La Torre, si è rivelato nel tempo un'arma efficacissima nella lotta alle mafie." Ora la parlamentare auspica che questa linea di azione sia mantenuta nel nuovo pacchetto di norme attualmente all'esame congiunto delle tre istituzioni europee, Parlamento, Commissione e Consiglio Ue.

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