Martedì 18 Dicembre 2018 | 16:53

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Salute ormonale: nasce task force Ue

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BRUXELLES - Per la salute ormonale e contro le fake news in endocrinologia e la disinformazione nasce una task force europea chiamata "Interest group on hormones" da un accordo tra Parlamento Europeo e Società Europea di Endocrinologia, dopo un incontro a Bruxelles il 7 marzo scorso, organizzato dagli eurodeputati Pd Daniele Viotti e Simona Bonafé. 

 

Ideatore del progetto Andrea Giustina, Presidente Eletto dell'Ese, la Società Europea di Endocrinologia. "È una pietra miliare importante visto che praticamente ognuno di noi avrà a che fare con un problema ormonale nel corso della propria vita" spiega Giustina. Si stima infatti che più del 50% della popolazione europea ne soffra almeno una volta. "Tra le priorità emerse nel corso dell'incontro - aggiunge il presidente eletto Ese - colmare il gap di Vitamina D nei paesi i cui cittadini ne hanno un livello troppo basso tramite screening, supplementazione e fortificazione degli alimenti ove necessario.

 

Non è accettabile che alcuni Paesi europei presentino livelli di vitamina D inferiori fino al 50% rispetto ad altri. Parliamo di Stati come Grecia, Croazia, Romania, Spagna, Bulgaria e Italia, che nonostante il clima favorevole ad una regolare esposizione al sole necessaria a raggiungere i livelli di ormone necessari rappresentano un vero 'paradosso'".

 

Focus anche sugli interferenti endocrini, sostanze chimiche presenti in materiali e oggetti di uso quotidiano come contenitori, plastiche, mobili, giocattoli, cosmetici o diffusi nell'ambiente attraverso l'uso di pesticidi o l'inquinamento industriale, per i quali un report aveva individuato una spesa sanitaria determinata dalle conseguenze dell'esposizione tra i 157 e i 270 miliardi di euro l'anno, e sull'uso scorretto degli ormoni in ambiti non terapeutici.

 

Ormone della crescita, ormoni sessuali e steroidi infatti sono in alcuni casi usati per migliorare la prestazione fisica negli sportivi o per modificare la forma del corpo senza che esista una consapevolezza dei rischi per la salute.

 

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