Giovedì 13 Dicembre 2018 | 10:29

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BRUXELLES - "Le ore di guardia trascorse dal lavoratore al proprio domicilio con l'obbligo di rispondere alle convocazioni del datore di lavoro entro un termine breve devono essere considerate come orario di lavoro". Lo ha deciso la Corte Ue con una sentenza adottata oggi in merito a una causa intentata in Belgio da un vigile del fuoco volontario. Per la Corte, l'obbligo di restare fisicamente presente nel luogo stabilito dal datore di lavoro e il vincolo di raggiungere il luogo di lavoro entro un termine breve - otto minuti nel caso specifico - "limitano molto fortemente le possibilità per il lavoratore di svolgere altre attività".

 

La direttiva Ue sull'orario di lavoro, osservano comunque i giudici europei, non disciplina la questione della retribuzione dei lavoratori che resta di competenza nazionale. Ed evidenzia che la situazione al centro della causa "si distingue da quella di un lavoratore che deve, durante le sue ore di guardia, essere semplicemente a disposizione del suo datore di lavoro affinché quest'ultimo possa contattarlo".

 

 

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