Martedì 11 Dicembre 2018 | 03:54

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BRUXELLES, 6 FEB - Continua la saga legale Ue sull'esenzione dell'Ici alla Chiesa. Ha preso il via oggi il ricorso davanti alla Corte di giustizia europea, presentato dalla scuola Montessori di Roma e dal titolare di un bed&breakfast, Pietro Ferracci, contro la sentenza del Tribunale Ue del 2016 che dava ragione all'Italia e alla Commissione.

Quest'ultima ne riconosceva l'impossibilità di recuperare l'Ici non pagata dalle strutture ecclesiastiche che in passato erano state esentate. Bruxelles, infatti, nel 2012 aveva stabilito che l'esenzione dell'Ici ai beni immobiliari della Chiesa dove vengono svolte attività commerciali è un aiuto di stato illegale, situazione poi sanata con l'introduzione dell'Imu. Allo stesso tempo, però, la Commissione aveva anche riconosciuto l'impossibilità da parte dell'Italia, data la complessità della situazione, di poter procedere al recupero dell'agevolazione fiscale illegittima.

 

La scuola Montessori e Ferracci hanno deciso quindi di presentare un nuovo ricorso. Questo, a sorpresa, non è stato respinto sulla base del mancato coinvolgimento individuale dei ricorrenti ma, per la prima volta, è stato ritenuto ammissibile dai giudici di Lussemburgo in base a un articolo dei Trattati (263) finora mai utilizzato nella giurisprudenza Ue, che riguarda la categoria dei diretti interessati.

 

La Corte Ue dovrà ora esprimersi sia sulla forma - ovvero l'ammissibilità del ricorso, valutando se questa lettura dell'articolo 263 sia legittima - sia nel merito del caso, su cui il primo aspetto non ha comunque impatto.

 

A entrare nelle considerazioni dei giudici di Lussemburgo, come già avvertito dal presidente della stessa Corte Koen Lenaerts definendola "rilevante" anche per l'Italia, sarà la sentenza dello scorso giugno su un caso simile che riguardava una scuola cattolica in Spagna.

 

In quell'occasione, la Corte aveva bocciato le esenzioni fiscali agli immobili ecclesiastici se questi venivano utilizzati per attività a scopo di lucro. Ora dopo l'udienza odierna, le prossime tappe legali, attese tra qualche mese, saranno le conclusioni dell'avvocatura generale e, successivamente, la sentenza della Corte.

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