Domenica 16 Dicembre 2018 | 00:00

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BRUXELLES - Con l'asse Parigi-Berlino in piena attività, i primi Eurogruppo ed Ecofin del 2018 partono con una marcia in più, lanciati verso un obiettivo preciso: arrivare a giugno con un accordo sul completamento dell'Unione bancaria e sulla riforma dell'Eurozona. Il presidente francese Macron ha fretta, e ha portato la Merkel a fare uno scatto anche se il Governo tedesco definitivo ancora non c'è.

 

 

Tocca ora ai ministri europei dell'economia oggi e domani disegnare un percorso concreto per portare a casa entro giugno lo schema comune di assicurazione sui depositi, tassello mancante dell'Unione bancaria, e le prime riforme dell'Eurozona, tra cui quella del fondo salva-Stati Esm. Il 2018 a Bruxelles è stato già battezzato l'anno dei 'risultati', ovvero quello dove si dovranno chiudere i dossier già sul tavolo piuttosto che aprirne di nuovi. Anche perché è l'ultimo anno di legislatura per la Commissione e per il Parlamento europei.

 

Lo schema comune di assicurazione sui depositi è già sul tavolo da anni, bloccato finora dalla resistenza della Germania alla condivisione dei rischi. Con la spinta della Francia, sembra che la cancelliera sia disposta a cedere. Purché si agisca anche sul fronte riduzione dei rischi, ovvero con un piano deciso per ridurre i crediti deteriorati. Anche di questo parleranno Eurogruppo ed Ecofin.

 

L'Italia spinge da sempre perché l'Unione bancaria sia completata il prima possibile, e nel frattempo ha cercato di togliere ogni alibi alla Germania, affrontando ad esempio il problema degli npl e ricevendo recentemente il plauso dell'Europa per il taglio record. I ministri di Italia, Spagna, Francia e Germania dovrebbero anche avere un incontro a margine dell'Eurogruppo, per coordinare le posizioni.

 

Per quanto riguarda il futuro dell'Eurozona, il focus di oggi e domani sarà sulla riforma dell'Esm. In particolare si cercherà di trovare un consenso sulle nuove funzioni da assegnare al fondo salva-Stati: sostegno in caso di choc economici, aiuto per i Paesi che vogliono entrare nell'euro, incentivo per le riforme strutturali. Intanto, è quasi pronto il progetto commissionato dal presidente della Bce Mario Draghi per creare un nuovo tipo di asset finanziari sicuri per rafforzare l'area euro: si tratta degli 'European Safe Bond', una specie di 'eurobond', che raggruppano il debito sovrano dei 19 paesi dell'area euro in uno strumento finanziario che possa resistere al rischio Paese senza scatenare un contagio.

 

Oggi l'Eurogruppo avvierà anche la procedura per la successione del vicepresidente della Bce Vitor Constancio. La nomina deve avvenire entro maggio. Il candidato in pole position è lo spagnolo Luis De Guindos, che ha ritirato la candidatura alla presidenza dell'Eurogruppo dopo aver ottenuto dalla Germania l'appoggio in Bce. La sua nomina aprirà la partita delle poltrone a Francoforte e a Bruxelles: l'anno prossimo scadono anche il presidente della supervisione bancaria Daniele Nouy, il capo economista Peter Praet, il membro del board Benoit Coeuré e Draghi stesso. La Germania ambisce alla poltrona di Draghi, ma non è detto che il capo della Buba Jens Weidmann riuscirà a trovare sufficiente consenso.

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