Giovedì 13 Dicembre 2018 | 03:19

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BRUXELLES - Saranno i fatti a dimostrare se il rimpasto del governo di Varsavia avrà davvero un impatto positivo a livello europeo. All'indomani della cena tra il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker e il premier polacco Mateusz Morawiecki, fonti europee dimostrano forte cautela. Al di là di una nota congiunta dei due leader al termine dell'incontro, durato oltre due ore e mezzo, in cui si evidenzia che Juncker e Morawiecki hanno "concordato di incontrarsi di nuovo per proseguire la discussione, con l'obiettivo di fare passi avanti, entro fine febbraio", e in cui si parla di "atmosfera amichevole", le fonti spiegano che la cena è servita soprattutto a mettere tutte le carte in tavola per rilanciare il dialogo.

 

Oltre ad una "discussione dettagliata sullo stato di diritto", ed in particolare sulla riforma giudiziaria, per la quale Varsavia si trova ad affrontare una procedura Ue che apre la strada a dure sanzioni e mai avviata prima nella storia comunitaria, la discussione si è concentrata anche su politica migratoria e bilancio pluriennale post Brexit. Anche sulla politica migratoria, Varsavia è da tempo in rotta di collisione con Bruxelles, e di recente è stata deferita alla Corte di giustizia europea per il mancato rispetto della decisione di ricollocare i richiedenti asilo da Grecia e Italia.

 

D'altra parte la Polonia, primo beneficiario in Ue dei finanziamenti delle politiche di coesione - per il periodo 2014-2020 riceve un pacchetto di oltre 86 miliardi di euro - teme che Bruxelles, sotto la spinta di vari Stati membri (tra questi Italia, Germania e Francia) possa aumentare lo spettro delle condizionalità che regolano il rubinetto dell'erogazione dei fondi, per il budget pluriennale post Brexit, aggiungendo anche il rispetto dello stato di diritto e del principio di solidarietà (quest'ultimo alla base dei ricollocamenti dei profughi).

 

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