Lunedì 17 Dicembre 2018 | 00:52

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ROMA - L'italiano farà parte anche quest'anno, come già accaduto nel 2017, del gruppo ristretto di lingue in cui si svolge la selezione finale dei funzionari dell'Unione Europea. Lo comunica l'Ufficio europeo di reclutamento del personale (EPSO) in una nota sui dati sulla seconda lingua conosciuta, almeno al livello B2, da parte dei candidati al prossimo concorso generale 2018: inglese (97,86%), francese (51,30%), spagnolo (27,98%), italiano (26,73%) e tedesco (19,33%).

 

Il nostro Paese - rileva la Farnesina - vede così confermato un risultato di grande rilievo ottenuto grazie alla forte azione di contrasto condotta dalla diplomazia italiana in ogni sede - inclusa quella giudiziaria, con pronunce a favore delle istanze italiane della Corte di Giustizia (causa C-566/10) e del Tribunale europeo (cause T-353/14 e T17/15) - della prassi sinora vigente di utilizzo del trilinguismo di fatto francese-inglese-tedesco, sulla base della surrettizia distinzione tra "lingue ufficiali" (le 24 richiamate dal Regolamento CE 1/58) e "lingue di lavoro" o "veicolari".

 

Su queste linee prosegue il grande impegno del nostro Paese nel contrastare con decisione ogni altra politica di discriminazione linguistica adottata dalle Istituzioni europee, in particolare nella comunicazione pubblica (conferenze stampa, documenti e siti web), rinunciando in questo modo a comunicare con milioni di cittadini Ue. Una comunicazione tanto più necessaria in una fase di necessario rilancio del progetto europeo.

 

Maggiori informazioni sulla procedura di scelta del regime linguistico per i concorsi EPSO si possono trovare sul sito https://epso.europa.eu/help/faq/2422_it 

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