Lunedì 21 Gennaio 2019 | 09:28

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BRUXELLES - Un accesso più rapido, transfrontaliero e garantito anche con i Paesi extra europei, a molte prove di crimini, dal terrorismo alla pedopornografia, che ormai si trovano online, dalle mail alle foto sino agli sms o messaggi di chat, profili Facebook e materiale stoccato nei cloud. E' l'obiettivo delle nuove regole presentate dalla Commissione Ue, che aggiornano il sistema giudiziario in materia, non ancora adeguato alla rivoluzione digitale e frammentato in 28 e più legislazioni differenti.

 

 

 

Viene così creato un nuovo 'ordine europeo di produzione' delle prove, in base a cui le autorità giudiziarie di uno stato membro potranno chiedere ai service provider digitali o tlc, a prescindere dal Paese sede dei loro server, di rispondere massimo entro 10 giorni o entro 6 ore nei casi di emergenza, contro i 120 giorni-2 mesi odierni. Potrà quindi scattare anche un 'ordine europeo di conservazione', che obbligherà i provider a non cancellare i dati che potrebbero essere richiesti successivamente attraverso ulteriori procedure legali.

 

Questi provvedimenti possono scattare solo nell'ambito di procedure giudiziarie, a cui si applicano tutte le salvaguardie legali del caso a tutela della privacy. Anche i fornitori di servizi che non sono basati su territorio Ue, come per esempio Facebook o Google, dovranno designare un loro rappresentante legale sul territorio dell'Unione per assicurare il rispetto di queste nuove norme Ue. Verrà poi definito un insieme di regole chiare e comuni sia per i provider che per le autorità giudiziarie relative alla fornitura delle prove in formato digitale. Le richieste di accesso a questo tipo di prove è infatti aumentato del 70% dal 2013 al 2016. 

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