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«Che abbuffate sulla spiaggia di Policoro»

INTERVISTA A: Joe Capalbo
Joe CapalboSi appresta ancora una volta a vivere da protagonista l’emozione del festival di Venezia. Joe Capalbo, 54 anni, attore di Senise, è tra gli interpreti del film di Mario Martone dal titolo «Noi credevamo», ambientato nel 1828 al 1848 sui moti rivoluzionari. La pellicola parteciperà alla prestigiosa rassegna cinematografica veneziana e già sta calamitando gli apprezzamenti della stampa specializzata. 

Prima di recarsi a Venezia, Joe tornerà nella sua Senise. Come fa ogni estate. Qui lo aspettano la sua famiglia d’origine e i suoi amici di infanzia a cui racconta le sue esperienze professionali, i suoi incontri, i suoi successi. Joe - che ha lavorato con grandi registi (Abel Ferrara, Pupi Avati, Mel Gibson e Sergio Rubini su tutti) - non si sottrae al fuoco di domande. 

E, «pressato» dalla Gazzetta, viaggia indietro nel tempo per ricordare l’estate della sua infanzia in Basilicata: «La mia - dice - era una famiglia con nove figli e i miei genitori erano contadini. Non avevamo molte possibilità economiche per fare una vacanza al mare. Ma non ne facevo un dramma perché mi divertivo un mondo, soprattutto quando c’era la festa di San Rocco». 

Cosa ricorda di quel periodo? «La corsa dei sacchi, i giochi popolari che ormai si sono persi. La mia generazione è stata l’ultima che ha vissuto un po’ quel mondo contadino». 

E il mare? Magari solo per una giornata... «Sì, ci andavo con tutta la famiglia. La meta? Policoro. Mia madre faceva da mangiare per tutti. Eravamo una tribù di 25, 30 persone». 

Qualche sapore indimenticato? «Certo. Mi piacevano molto gli «gmuriedd», involtini fatti con le interiora dell’agnello. La pasta era fatta con il sugo di capretto o di lepre perché mio padre era cacciatore. Quei sapori facevano da collante per l’intera famiglia. Arrivavano i miei fratelli con tutti i loro figli. Era davvero una grande festa». 

C’è una colonna sonora che immortala quei momenti? «Tante canzoni, soprattutto quelle di Lucio Battisti e Fabrizio De André. Ma se dovessi scegliere un solo brano, beh direi 'Impressioni di settembre' della Pfm». 

Quando si parla di estate accanto alla musica c’è l’amore. Ricorda un flirt estivo? «Era una ragazza di una bellezza straordinaria. Tutti la guardavamo. Veniva da Roma ed era figlia di persone di Senise che si erano trasferite nella capitale. Fece innamorare l’intero paese, ma alla fine scelse me e ci baciammo sul corso di Senise, nella notte di San Rocco, davanti ai fuochi d’artificio. Avevo 15 anni ed è un ricordo indelebile. Oggi lei è felicemente sposata e spesso ci incontriamo a Senise quando entrambi torniamo per incontrare le rispettive famiglie». 

Oggi sceglie di trascorrere le vacanze al mare lucano? «Vicino alla Basilicata, in Calabria. Sto trascorrendo belle giornate alla Baia degli Angeli di Villa Piana, un lido bellissimo. Mi fermerò qualche giorno anche a San Nicola Arcella e poi andrò a Senise prima di volare verso Venezia». [ma.bra.]

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