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Ricordi lucani: «Bella... la mia spiaggia»

INTERVISTA A: Carmen Di Pietro
Showgirl, attrice, «prezzemolina », ex naufraga di Simona Ventura, moglie del compianto Sandro Paternostro, antesignana del silicone. Lei è Carmen Di Pietro, 45 anni, romana d’adozione, ma lucana di nascita. La sua famiglia è originaria di Bella. I suoi ricordi dell’estate di trent’anni fa sono legati proprio alla sua terra, ai colori e al sapore del paese. 

Cosa ricorda di quegli anni? «Restavo in campagna a Baragiano e a Bella Muro dai miei nonni. Giocavo con l’altalena, con la corda e mi arrampicavo sugli alberi». 

Un maschiaccio... «Beh, ero molto attiva e non pensavo soltanto alle bambole». 

D’estate, dunque, preferiva la campagna al mare? «No, ma tornavo in paese per stare un po’ con tutta la mia famiglia. La spiaggia, a dire la verità, non mi mancava. Ero molto felice di trascorrere le vacanze in quei posti dove la natura era inc ontaminata». 

Come fa a dirlo? «Un po’ di anni sono trascorsi e da allora l’inquinamento è diventato molto più evidente. Ma quello che mi è rimasto nella mente è il sapore della frutta di allora. La raccoglievo direttamente io salendo sugli alberi. Quelle mele, quelle pere non le ho più assaggiate. Oggi al supermercato è tutta un’altra storia». 

Oltre ai sapori cosa ricorda delle sue estati trascorse a Bella? «Tanti particolari, tante facce, i luoghi. Ma non c’è un qualcosa che sintetizza tutto». 

Neppure una canzone? «No, all’epoca non mi interessava proprio la musica. Ero preso da altre cose, dai miei giochi, dai miei amici. Comunque se proprio devo citare qualcuno, mi ricordo i Pooh. Inossidabili». 

Fino a quale età ha trascorso le vacanze a Bella? «Fino all’adolescenza. Ma ancora oggi, quando posso, faccio sempre una capatina dalle mie parti. Ci tornerò quest’anno a ferragosto». 

Si ricorda di un flirt estivo, di un amore al sole di Bella? «Avevo 16 anni. Conobbi un ragazzo bellissimo, si chiamava Michele. Sa che non l’ho più rivisto da allora». 

Le farebbe piacere incontrarlo a distanza di tanti anni? «Come no. Gli offrirei un caffé. Lo rivedrei volentieri e ne approfitto dell’occasione per lanciare un appello. Se vuoi possiamo incontrarci nel nostro paese e ricordare i tempi andati».

di MASSIMO BRANCATI

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