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«Gli odori salmastri e i bagni fatti al mattino presto»

INTERVISTA A: Paolo Lepore
Verso la fine di Maggio, a volte, sente ancora quell'odore salmastro che preannunciava le estati della sua infanzia. «Un profumo che riesco a percepire solo qui a Bari, un odore di mare vero, forte, di alghe vive. Quand'ero piccolo per me era quasi un manifesto che dava il via all'estate, insieme al Maggio Barese». 

Paolo Lepore, musicista e direttore d'orchestra, 61 anni, la maggior parte dei quali trascorsi a suon di musica, ripercorre le sue «estati fa» con una «nota» di nostalgia mista ai sorrisi che affiorano insieme ai ricordi. «Mio padre preferiva portarci al mare al mattino prestissimo, perché diceva che era il “mare migliore” e andavamo alla spiaggia libera sul litorale a sud di Bari e la sensazione di assoluta libertà che provavo facendo il bagno alle 7 di mattina è qualcosa che davvero non dimenticherò mai». 

Levatacce mattutine quindi per godere delle bellezze della natura, ma anche per adempiere ad antichi riti familiari: «Mia nonna mi portava sempre all'alba a pregare nella Basilica di San Nicola. Divertimento e doveri». Insieme al mare e alla devozione però c'era anche la campagna, sempre con i nonni. «Sì, a Monte Milone. Lì c'erano altri odori che erano vividi soprattutto all'alba, quando andavamo a raccogliere la frutta nei campi o le more nei rovi. Tutti questi profumi oggi stanno scomparendo perché ormai viviamo in un mondo di plastica. Ecco perché io mi batto e mi batterò sempre affinché almeno per quel che riguarda la mia professione si suoni con le note reali e non con la musica elettronica». 

L'estate poi è stato anche il tempo delle sue prime tournée. «Certo, che sono iniziate proprio durante l'estate dei miei sedici anni. D'inverno studiavo al Conservatorio Piccinni, con maestri formidabili, del calibro di Rota, Menegozzo, Rossi, Gervasio e poi d'estate via in giro dal nord al sud della costa barese con gli Hugu-Tugu. Poi iniziarono le estati del Cantagiro e dei primi Festivalbar, dove stavano nascendo i miti della musica italiana di quegli anni, come Lucio Battisti. E poi c'era una folla di ragazzine che ci inseguiva e tutte impazzivano per me! Suonavo la batteria, il violoncello, il pianoforte, era facile perdere la testa per un musicista allora!».

E negli anni Settanta spopolavano sul litorale barese le feste nei locali sulle spiagge. Serate che spesso la vedevano protagonista. «E come dimenticare le fantastiche serate che si organizzavano a Grotta Regina ad esempio? Buona musica, buon cibo e poi tutti in acqua per il tradizionale bagno di mezzanotte! E ancora le feste a Lido San Giovanni, che organizzavo ogni anno a fine giugno con il mio amico Gianni Giannotti per festeggiare i nostri rispettivi onomastici. Da Bari arrivavano i nostri amici in barca e si faceva festa fino all'alba». 

Oggi invece, come trascorre le sue estati? «Gli amici sono sempre importantissimi per vivere al meglio ogni stagione della vita. E sono felicissimo di trascorrerle nella nostra terra come nel 2007, con carissime amiche come Antonia dell'Atte e Nancy Dall'Olio. La prima brindisina, l'altra di Bisceglie, ma che vivono fuori ormai da anni e d'estate tornano qui e ci divertiamo a parlare i nostri dialetti e a ricordare le nostre storie».

di MARIA GRAZIA RONGO 

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