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di ALBERTO SELVAGGI

Vi sarete accorti che i «kamikaze del mare», quelli che fanno il bagno in inverno, non sono più mosche bianche e solitarie. Dai gruppetti di Pane e Pomodoro, Santo Spirito, da Mola a Trani la pratica si diffonde. Perciò, per quelli come noi, che ringraziano Dio per il mare gelato, ho ripescato un articolo che scrissi nel ’92, dedicato al primo folle gruppo organizzato di tuffatori invernali. E soprattutto a Guido Lupori «il poeta», Maestro dal quale tutto, fra anni Ottanta e Novanta, è incominciato. «A vederlo così lo scambieresti per un essere umano qualunque. Arriva di buon mattino sul Molo di Polignano a Mare (oggi è un porto turistico invalicabile, ndr), suo paese di adozione. Si spoglia ed infila il costume da bagno marrone. Si tuffa, guazza, tutto normale: se non fosse che è fine gennaio, la neve fiocca, il vento è spietato e i pescatori di passaggio, imbacuccati come eschimesi, chiamano il 113: “La vita è bella, non ti ammazzare!”.

«Ezio Guido Lupori ha 47 anni (ne dimostra 52), due figli, è il profeta di un protonaturalismo ispirato all’uzzolo delle nuvole, campa così da dieci anni: eremita scanzonato, amico dei giusti e fratello della solitudine. “Mi bastano 400.000 lire al mese, ho un mecenate, mi arrangio con lavoretti”. Lo ripete oggi come al Costanzo Show nel gennaio ’90: “Facevo il rappresentante, poi, per vari motivi, ho detto addio a una vita che non mi piaceva e ne ho scelta una nuova, trasgressiva nel senso che è a misura d’uomo. Mie alleate sono la natura e le Muse”.
«Così Lupori è passato dalle camere d’albergo lusso ai conventi toscani, alle suore barbantine di Lucca. Così ha detto ciao alla moglie, ai soldi e alla casa di Bari, allestendo la base della sua vita raminga nel centro storico di Polignano. In 20 metri quadrati, senza frigorifero e riscaldamento, soltanto libri.

«Alle 7 è già sugli scogli, l’inverno è come agosto. I gabbiani genuflettono le ali a Zefiro: splash, è in acqua, un bagno a 9 gradi. Colazione alle 12.30, cipolle crude, latte, frutta, cozze e pomodoro. Dopo lunghe nuotate per evitare l’assideramento una corsetta è il sistema migliore. Metodo brevettato da Achille Ciccarelli, ex preside della media di Sammichele: “È lui il mio padre spirituale”, rivela Guido, “quando lo vidi tuffarsi nella tormenta, la mia vita cambiò”.

E venne stravolta anche l’esistenza dei tanti contagiati da Lupori, il clan dei fanatici del bagno invernale, provenienti da mezza provincia, che si ritrovano col Maestro sul Molo di Polignano. «Ecco Dino Benedetti, corpo da Bronzo di Riace, suicidarsi in mutande (mica in costume) nel mare gridando “facciamoci male”. Ecco Delia Cirielli, dirigente di una scuola di nuoto. Arriva trafelato Mimmo Guglielmi, travestito da assicuratore, Francesco Bovino, tenore primo dell’Opera di Roma, fustigato dalla fidanzata che teme per le sue corde vocali. Roberto Di Todaro, che fa il pilota in Africa e parla con gli stregoni. Lo stupefacente Giovanni Carone, detto “Hulk” (un australopiteco che manduca e ingolla ricci di mare completi di spine) e la sua eterea fidanzata parigina Kati: la Bestia e la Bella, la Ninfa e il Bruto.
Fornitore ufficiale di cibo è Giacomino Laterza, che scende da Conversano pedalando. Dell’anima nera del gruppo, invece, nessuno conosce nome e cognome: Bicicletta, o il Biciclettaro. Avanza sulla due ruote lungo il punto più alto del Molo; poi precipita in acqua urlando d’orrore. Ripesca il mezzo e fa il bis, anche lui nell’attesa di una vita migliore».

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