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Mingo, Spugna e Selvaggi con la sua «micina trans»

Mingo, Spugna e Selvaggi con la sua «micina trans»
Gattofili, gattare, gattari, proprietari di un dio venerato dagli antichi egiziani sono in aumento anche in Puglia e Basilicata. E mai come in questi giorni gioiranno, visto che Bari sabato e domenica prossimi diventerà la capitale miagolante di Felina 2015, Esposizione internazionale del gatto, nel Palaflorio con oltre 300 esemplari di razza, concorsi e quant’altro. Sotto l’egida dell’Associazione nazionale felina italiana - Puglia e della Federazione internazionale felina, per l’organizzazione di Club ’94 Bari. Ecco a voi, nella rubrica del giovedì «Attenti a quei tre», i pareri di Mingo De Pasquale, del giornalista Alberto Selvaggi, e di Spugna, un cane.

MINGO: Mi è sembrato di vedere un gatto. E dico, sembrato perché questo qua che ti porti in braccio, Albertuccio di mamma, non so se è illusione o realtà.
SPUGNA: Selvaggi porta un pupazzo in mano. Per non parlare del giubbino leopardato che si è schiaffato.
SELVAGGI: Lo vedete inanimato e muto perché siete due persone limitate, tu, Minchio con la ci, e tu altro cagnetto aberrato dalle orecchie di Dracula.
MINGO: Sì, sì, bello allo zio… Avanti, Alberto, presentaci la tua nuova amichetta felina che ti vai sbaciucchiando per strada, miu-miu, pciu-pciu smack smack.
SPUGNA: Si è parzialmente umanizzato grazie a un essere che non vive.
SELVAGGI: Non è un peluche: è vivo! Anzi, viva. O vivo… Non lo so. E parla, almeno nel mio immaginario. In giapponese, la mia lingua preferita. Ascoltatelo-a
MINGO:
SPUGNA:
SELVAGGI: Beh? Non sentite niente?
MINGO: Sì, certo, dei gran discorsi nipponici.
SPUGNA: E anche una sirena del 118.
SELVAGGI: È una gattina amor del Creato. Si chiama Crescenzia. In verità, al principio lo-la avevo-a chiamato-a Vito. Ma poi si è configurato un trasferimento di genere per il quale ha perduto per strada l’identità maschia, rivelando sotto i ferri chirurgici la sua femminilità. Un gatto trans.
MINGO: Questa non me l’a spettavo.
SPUGNA: Io sì. Non si tratta di un comune caso di omosessualità animale. Bensì transgender. In Canada, ad esempio, la gatta Mittens, trovatella con dualismo genitale, si è sottoposta a una dolorosa operazione di riassegnazione di genere, diventando maschio. Compresa la chirurgia ricostruttiva. La sua stessa padrona, Colleen Clarke-Murphy, ha raccontato che pativa «l’essere di entrambe le personalità». Il Liverpool Echo ha poi sparato in pagina Twinkle, che a fine dello scorso anno ha seguito il percorso contrario, cioè quello di questa graziosissima Crescenzia di Selvaggi. Però, che carina…
SELVAGGI: Mingo, ferma questo maniaco sessuale del tuo cane, sta insidiando la mia piccina, vergine poiché testé operata, slappandola con la sua lingua da camaleonte ungulato. Dovrebbe abbaiare alle gattine trans, non cercare di montarle.
MINGO: Spugna, fai il bravo a papà. Evita di procreare cuccioli di cangatto di stoffa.
SPUGNA: Sono contro le discriminazioni, papi, lo sai. Vada per le cagnette, vada per le ragazze, vada per i felidi trans. La stessa diva Cher trucca il suo gatto Mr Big.
SELVAGGI: Mi pare normale: sua figlia Chastity Sun Bono è diventata Chaz Salvatore Bono, giovane maschio in giacca e cravatta.
MINGO: Comunque ormai Alberto si è affezionato a Crescenzia. Questa gattina transgender se la porta a zonzo come un neonato. La tormenta con carezzine e baci. Meno male che la fibra sintetica non soffre. Almeno, spero.
SPUGNA: Vuole pure fare microchippare e sterilizzare, secondo nuove norme, la sua cucciola. Sarebbe la numero 407, a Bari quest’anno, nel Presidio veterinario ambulatoriale Ausl BA/4 di via Angiulli. Una pratica avviata nel 2010 mediante le associazioni. Questi randagi sono identificabili in ogni strada della Puglia per l’apicectomia sull’orecchio destro, taglio triangolare. Se noi cani siamo molti, circa il 20 per cento della popolazione umana, quelli che solitamente guardiamo in cagnesco sono una masnada.
SELVAGGI: I pugliesi, tra i felini di razza, preferiscono Persiani, Esotici, Main Coon e Sacri di Birmania. L’Anfi regionale, che opera dal 2000, presidente Nico Padovano, registra un numero crescente di soci e di allevamenti: 25 ad oggi quelli accreditati. In Salento come nella Daunia aumentano gattari e gattare, i gattili per le adozioni, con cura e ricovero temporanei. A Lecce c’è l’associazione Randage, progetto Gatti in Città, i Micetti a Brindisi, a Taranto Arca, nel Barese i più attivi sul fronte felino sono Lav e Nati per amarti, poi Ada, Lada, Rifugio di Rosa, Lega del cane.
MINGO: I gatti liberi sono animali sociali, Patrimonio indispensabile dello Stato.
SPUGNA: Tutelati da leggi come la 544 del Codice penale. Meno di un comune su tre monitora le colonie urbane.
SELVAGGI: E vai ad afferrare i fantasmi che gnaulano. Sono invincibili ammaliatori felpati per noi appassionati, per i grandi pittori che li hanno ritratti, per i letterati che li hanno cantati. Mediatori con l’altra vita che ci scorre accanto, conduttori d’amore vibranti come questa mia Crescenziuccia qua.
MINGO: Nessuno conosce neanche in via approssimativa il numero della popolazione che miagola. Si sa soltanto che cresce sulla base delle disponibilità alimentari.
SPUGNA: Da cui il nuovo problema dell’obesità, con sportelli dedicati. Ricordo che nel corso dei miei studi enciclopedici parlai anche con Angelo Magnifico, noto veterinario di Bari, del censimento dei gatti. E mi spiegò perché perfino i numeri dell’Anagrafe canina sono gocce nel caos.
SELVAGGI: In Puglia i felini potrebbero avvicinarsi a 350.000, 400.000, al mezzo milione, chissà. Sarebbero sette, otto milioni in Italia, mentre diminuiscono i cani. E la nuova Anagrafe felina online ne ha schedati poche decine di migliaia.
MINGO: Non sparare cifre a tromba, cioè da giornalista qual sei: in campo animalista basta che tossisci e vieni arrestato. Di sicuro possiamo essere fieri del fatto che la nostra regione nel prossimo weekend diventerà il regno della felinità. Trecento razze pure al Palaflorio, nel capoluogo, ore 10-19 da sabato...
SPUGNA: Compreso il neonato gatto-Selvaggi trans, magari.
SELVAGGI: Non porterò mai Crescenzia al concorso «Gatti di casa», davanti alla giuria internazionale. Poi temo sempre che qualcuno fra il pubblico la riconosca e la chiami Vito, generando nuove crisi di identità sessuale.
MINGO: Spesso chi ama i cani tollera male i gatti.
SPUGNA: Noi cani guardiamo i padroni che ci nutrono, ci coccolano e pensiamo: il mio padrone è un dio, lo adoro. I gatti l’esatto contrario: sono un dio, perciò vengo venerato.
SELVAGGI: Secondo dati 2011 dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente, in Italia vengono mangiati 66.000 mici all’anno. Abitudine culinaria veneta, in particolare, altro che gli orientali.
MINGO: Ma è possibile che tiri sempre fuori anomalie, Alberto? Scherzi? Sei matto?
SPUGNA: No, papà, dice la verità, anche se al solito ha sbagliato la cifra, nonostante in clinica gli abbiano riattivato il terzo neurone che gli era rimasto. Sono 6.000, òstrega! E sempre l’Aidaa ha chiesto che gli animali domestici possano seguire i padroni nelle tombe, quindi nell’aldilà. Per adesso ci sono i cimiteri Parco dei ricordi a Foggia, I due trulli, con inceneritore, ad Acquaviva delle Fonti, con 500 lapidi. Per cui direi che, a questo punto, già che ci siamo… Uaaàrgh..! Uàu-uàu!, digriiìgn’, mord’, mozzic’, azzaaànn’!
SELVAGGI: Fermati, grandissimo figlio di una p..! Ti ammazzo!
MINGO: Spugna, lascia Crescenzia, lasciala!, molla!, non mordere! Basta..!
SPUGNA: Gnaaàcchete, gnàcchete. .!
SELVAGGI: Boia d’un cane! Ha pure tentato di stuprarla, prima di azzannarla… Ha provocato a Vit… uh, cioè, a Crescenzia anche una scucitur… eh.., cioè una ferita lacero-contusa sul petto, cioè sul senuccio… Guarda, Minchio di merda! E l’ha pure insozzata sbatacchiandola con denti da piranha sul selciato! Vi denuncio, a te!, sì, a tua moglie Corinne, in quanto padre e madre del cane, e prima di tutti ‘sto mostro bestia di Spugna del cacchio! Presso lo Sportello tutela animali inanimati.

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