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Mingo, Spugna e Selvaggi «Ridateci le merendine Aida»

Mingo, Spugna e Selvaggi «Ridateci le merendine Aida»
E' sempre lì la Fiera del Levante, caracollante sul Lungomare di Bari. La sua fama di faro della produttività sudista è ridotta al lumicino. Ma è già tanto se la Campionaria non si è trasformata in cittadella fantasma: gli economisti la definivano «tecnicamente fallita». Certo questo suo slogan «ENTUSIASMANTE» sui manifesti è un tantino eccessivo. Ma la speranza, pur con le pezze al sedere, è ultima a morire, come ci raccontano in questa quarta puntata di «Attenti a quei tre», rubrica kolossal del giovedì, Mingo De Pasquale, attore e conduttore televisivo, Spugna, il suo cucciolo parlante boston terrier, e Alberto Selvaggi, giornalista.

MINGO: Spugna, è inutile che metti il piccio, le brioche dell’Aida, mito della Fiera dei fasti, non ci sono più, se non come rinnovate «La merendina». Comunque stai buono, adesso entriamo, ti prendo lo zucchero filato d’osso di bue, tanto non c’è nessuna fila, anzi la sicurezza cerca di scaraventare dentro a calci i runner che si allenano sulle piste ciclabili qua vicino.

SPUGNA: Papà voglio le merendine dell’Aida voglio le merendine dell’Aida! Iìiiiih..! Iìih..!

SELVAGGI: Già non è bello di suo ‘sto cagnetto, ma quando frigna pare ‘na specie di gremlin. Io comunque mi rifiuto di entrare. Ho paura perché sta Bambolotto Brutto dentro.

MINGO: Cioè?

SPUGNA: Chi?

SELVAGGI: MichelEmiglién’… Insomma, Michele Emiliano. Il presidente di tutte le Reggiòuni della Puglia e di tutti i pugliéisi quanti ne stanno sta acquartierato in Fiera per presenziare con bocca incarciofata, mascellone da centurione e sguardo protervo da pettoruto barese, a tutte le conferenze e incontri, su ogni tivù 26 ore su 24, diventando grillino piddino forzista nazibrigatista islamico cattoprotestante al contempo, pur di scuoiare voti dal cranio di Matteo Renzi o di chicchessia.

MINGO: Alberto, tu ce l’hai con Emiliano perché ti umiliò a sfide stradaiole baresi nel tuo portone davanti ai condòmini e al portiere Giovanni, gridandoti pure «trimone, trimone!» appresso. Gare di rutti, sputi, tuzzi (testate), eccetera. Ma è un’invenzione letteraria umoristica, non realtà: lo hai solo scritto in un tuo articolo. Non è mai avvenuto, lo capisci?

SPUGNA: Fu nella sua patetica rubrichetta domenicale Quadretti Selvaggi, sulla «Gazzetta», edizione di Bari, pag. VI, 15 dicembre 2013, numero di righi…

SELVAGGI: Invenzione… Sogno… Non ne sarei così sicuro. Devo ancora consultarmi con me stesso. Credo di essere nato per confondere tra loro verità diverse.

MINGO: Quest’hanno visitare la Campionarria val la pena. Anno aperto una nuova Galleria, quella delle Nazioni, con uno strapuntino rosso invece che il solito verde sull’ingreso. E poi le giostrine per bambini al Ba-Bi. Entusiasmante.

SPUGNA: Statti attenzione papi, Selvaggi ti a messo in bocca un anno con la acca erata agiuntiva e un anno con lacca di meno e altri strafalcionni.

SELVAGGI: Sei fatto anche tu una figuraccia da inniorante adesso, cagnetto. Anzi.., mi sa che, datosi che scrivo io tutti i testi di questa rubrica, me la sto a far fare a me stesso medesimo, acidenti.

MINGO: Il premier albanese all’inaugurazione ha portato in dono al presidente dell’Ente e al sindaco di Bari, Antonio Decaro, detto «Capa Quadrata» per via della conformazione cubica del cranio, un modellino usato in anticorodal della nave Vlora, oltre a un Acquedotto intero, chiuso a fisarmonica nella tasca dei pantaloni.

SPUGNA: Decaro, al solito, si è commosso pubblicamente. Ugo Patroni Griffi invece ha investito subito il natante di 26 centimetri nella Mediterranea Crociere di cui è consulente, sì da ricavare fondi per l’acquisto di una spina tripla che manca nel suo ufficio di presidenza.

SELVAGGI: Si parlava anche della visita del direttore delle Poste del Burundi, con relativa dimostrazione di trasporto lettere su liana, assieme a Tarzan e a Cita. Non è più venuto. Peccato.

MINGO: Matteo Renzi ha letteralmente schifato la classe dirigente del centrosinistra pugliese, centrando con lo sputo Michele Emiliano in diretta satellitare da New York, ove si beava della finale di tennis fra le campionesse tarantina e brindisina. Un bidone entusiasmante pure questo.

SPUGNA: Francamente, mancavano anche i presidenti regionali del Pd sudista che Emiliano aveva invitato. Tutti renziani entusiasmati.

SELVAGGI: So che Decaro, che ha finto di far da paciere, è scoppiato a piangere per i dissapori tra il fiorentino e il barese. Lo hanno consolato, davanti allo stand Peroni, due componenti dell’Associazione amici dei criceti depressi. E quando il governatore lo ha rimproverato dicendogli: «Tieni un vestito che sembra proprio la cacatura! Così si viene alla cerimonia di inaugurazione?!, devono capire tutti che siamo cozzali?!», ha tentato di buttarsi giù da un torrione dell’ingresso monumentale della Fiera, gridando: «Mamma, mamma..! Mamma mamma..!».

MINGO: Entusiasmante anche questo. Be’, Alberto, noi entriamo, se hai paura di Barbablù Emiliano, arrangiati... Ma… Che è ‘sto schifo qua?

SPUGNA: Papino, è l’ei fu Palazzo del Mezzogiorno, oggi sorgente Museo del Cinema a sinistra dall’ingresso lato Cus Bari, della Apulia Film Commission.

SELVAGGI: Proietteranno sicuramente Godzilla, Zorro e Sansone contro MichelEmiglién’, nonché Emiliano erutta contro Eolo.

MINGO: È uno dei numerosi cantieri in Fiera. Quasi tutti sepolti dai debiti. Sono sul lastrico, ‘sti poveracci.

SPUGNA: Scusa papino ma rilevo imprecisioni nei tuoi detti. La Fiera del Levante è alle pezze, i dipendenti sono passati da 67 a 44 e tremano, incentivi fino a dicembre, cessione ai privati, ovvero alla Camera di Commercio barese. In presidenza un computer s’è volatilizzato, è rimasta una stampante cigolante per piano, le cartelle stampa della 79a edizione, causa i malanni dell’unica fotocopiatrice che fa pure da stampante, le hanno riprodotte in amministrazione per due giorni interi. Ma il margine operativo lordo negativo da 2,9 milioni è risalito a + 300.000, sembra. In Fondazione confluiranno 14 impiegati e dieci vigili, in 14 passeranno nel multisala avveniristico che dovrebbe venir completato a Natale. La cordata che si è impossessata della FdL per quattro euro, dopo il fallimento del bando internazionale a 30 anni, firmato l’atto investirà su 90.000 metri quadrati tre milioni in ristrutturazioni, due per attività gestionali, canone di 100.000 euro. Perciò bisogna riconoscere che il presidente Patroni Griffi, piazzato da Nichi Vendola, è stato valido. Coadiuvato dal vicepresidente Lorenzo De Santis, fedele a Emiliano.

SELVAGGI: Purtroppo non posso parlarne male neanch’io, frangente che mi fa sentire a disagio.

MINGO: Coraggio.

SPUGNA: Capita.

SELVAGGI: La Fiera come monolite identitario è finita. Dunque quale realtà economica meridionale propositiva. È un contenitore polifunzionale a vocazione popolare, svuotato d’essenza, villaggio di cooperazioni diverse. Ma ‘sto Ugo Patroni Griffi che, a occhio nutrizionista, segue una dieta persistente moderata, oltre che perbene, è stato capace. Secondo molti dipendenti ha compiuto quasi un miracolo. Anche se, più che in abito blu da presidente a costo zero, ambisco vederlo in vesti cerimoniali di Cavaliere di Malta, uno dei 79.474 titoli del suo curriculum di 18 pagine: presidente Amgas, docente a Roma, avvocato di grido, console di Svizzera… E a Sandro Ambrosi, presidente della Camera di Commercio barese, al quale viene contestato il conflitto d’essere al contempo consigliere di amministrazione dell’Ente, nessuno può dare del corrotto e dell’incompetente. Anzi.

MINGO: Scusa, Selvaggi, ma quando parli così, mi preoccupi. Temo che il veleno ti si immetta nuovamente in circolo.

SPUGNA: Da bambino mischiò la rabbia a un cane e si prese il tetano da solo. I genitori per battezzarlo chiamarono l’esorcista.

SELVAGGI: Non ho elementi per infangarli. Anche perché ci hanno regalato tre ingressi gratuiti, ragazzi, pur chiedendo 50 centesimi per il lubrificante delle macchinette della biglietteria. E poi hanno promesso che ci procureranno due fossili di merendine dell’Aida per ‘sto Spugna del piffero, conservati nel Museo campionario della decadenza in Provincia. Se non se li è già scrofanati tutti Michele Emiliano come un’orca assassina.

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