Martedì 20 Novembre 2018 | 18:41

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L’on. Nichi Vendòla e la mozzarella blu un caso psicologico

L’on. Nichi Vendòla e la mozzarella blu un caso psicologico
di ALBERTO SELVAGGI

Dindon! Una mano abbronzata percuote la campanella all’ingresso dello Studio Intercontinentale di Pizzicologia Transferale Biodetergente Pubica dell’unico, fantastico Pizzicologo di Bari. Il dottore apre e il paziente, con un che di tenebra sulle palpebre, si infila circospetto: «Non mi va che mi vedano entrare. Ho un ruolo politico populista. Mi hanno consigliato il suo nome quei viscidi del Pd». Ovvio, onorevole Nichi Vendòla, sono il migliore dell’Europa dell’Est e dell’Oceania, senza contare il Madagascar. «Anche lei mi chiama Vendòla con la o accentata?». È il soprannome che le appioppò un pennivendolo. Ed Eddy, il suo compagno? «È là fuori a giocare a bilie con gli amichetti. Mi ha portato lui in triciclo qui».

Esimio presidente, si stenda sul divano. Io la stimo molto, sono anche progressista, sa?, tanto che nutro desideri sessuali per Susanna Camusso, la mia Susannona oooh… mmmoooah..! «La ringrazio». Non deve dirmi nulla, avevo già diagnosticato il suo caso via etere. È legato palesemente a un inceppo, in fase preedipica, dello sviluppo pizzicosessuale con classici timori di castratura e di inghiottitura uterina che lei, sulla scia materna della bisnonna a sua volta nonna della sua amata mamma, troppo amata direi, sta cercando di sublimare in una disperata aggressività attiva nella costituzione a ottobre del suo ennesimo partito che sarebbe il… PAAADRE!, in quanto la MAAADRE..!

«Mi scusi, ma cosa sono queste stupidaggini, che danno oltremodo di stravecchio? Certo, ho annunciato la nascita di un nuovo soggetto politico, ma sono qua per un problema alimentare: da un po’ mi nutro esclusivamente di mozzarelle tarantine alla diossina. Talvolta accarezzo l’idea di fare spot pubblicitari per questo prodotto, vestito di bianco come quel vecchio signore nello spot delle Chiquita. Io, un ambientalista. E questa sorta di coercizione lattea, papillare, che richiama a un abuso nel danno degli ultimi, mi fiacca proprio quando aspiro alla edificazione direi quasi carnale di una formazione politica che coaguli le volontà sociali, che investa il patrimonio della sinistra come straordinario capitale, nella narrazione di un futuro che ci riscatti dall’austerità verticistica europeista, che sorrida, che ci parli…».

Mi dia i soldi che non mi ha ancora pagato. «Ah. Ma firmi la ricevuta. Noi politici in terapia fatturiamo tutto, paga lo Stato. A nero pagano i cittadini».

Onorevole Vendòla, io credo che il suo problema, pizzicologicamente parlando, sia politico comportamentale inter-relazionale algico aromatizzato dell’Asse I intrapsichico. «Sogno una grande coalizione che va da Che Guevara a Madre Teresa, io penso positivo perché son vivo, perché son vivo…». Ma, questo è Jovanotti! «Perché, non le piace? In Regione in presidenza canticchiavo spesso I bambini fanno ooh di Povia, come sanno tutti i funzionari». Regressivo egosinfonico. «Si dice, egosintonico». Ah. «Ma dove si è laureato, scusi?».

A Castellanza, lì insegnava Francesco Boccia. «Poi, parla proprio lei che tiene appesi in questa specie di studio psichedelico Gianni Bella e Marcella Bella, oltre alla foto di Lando Buzzanca sulla mensola». Non tocchi Gianni e Marcella! Sono i migliori!, per quanto sospettabili di incestuosità erettili. «Comunque, dicevo, nel mio nuovo partito vorrei coinvolgere anche certa imprenditoria illuminante, i Riva… uh, cioè, i Rivoluzionari con la erre maiuscola. Soprattutto dacché ho appreso che Michele Emiliano ha incontrato il nipote di Cesare Previti». Non mi parli di Emiliano: non mi ha voluto dare 11000 euro. «Come scusi?».

Parliamo delle sue nevrosi, piuttosto. Non vede cosa sta facendo? «Cosa?». Sta stringendo in modo compulsivo una mozzarella blu nel pugno. «Sì, è diventata un po’ la mia pallina antistress. Ma rende la mano appiccicosa, e forse perciò, secondo Eddy, non ci invitano più nei salotti». Presidente, ora comprende quanto importante sia la pizzicologia per un politico? Mi aspetto una chiamata nel suo nuovo partito, vitalizio compreso. Ora le faccio l’imposizione delle mani per convincerla: uuuh… buuuh..! «E che è, Mago Nicola? Mi dispiace ma non posso prenderla con me. La sua ignoranza è talmente arcaica che la rende cieco. E poi vuol mettere un Pizzicologo con un politico? Già per uno psicologo vero sarebbe difficile».

Peggio per lei, me ne andrò nel Pd. «Mi viene da ridere. Lei è un uomo di merda, sì, ma di un livello così scarso che una cosa neutralizza l’altra. È una mezzacalza. Non la fila nessuno. Mi pare uno scemotto. Un poveretto. Un cabaret. A quelli del Pd al massimo può fare pena. Anzi, nella borsa dovrei avere 300 grammi di mozzarelle affumicate al plutonio ricevute dalle Nuove Industrie Casearie Ilva. Gliele lascio. Sono il regalo di Nichi Vendòla, non Vendola».

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