Diceva Antoine de Saint-Exupéry – lo scrittore francese “dell’essenziale invisibile agli occhi” e per il quale “addomesticare significa creare legami”, come da noto dialogo tra il principe e la volpe – che la gentilezza non è un atto, ma uno stile di vita. Dovremmo ricordarlo tutti in questa settimana caratterizzata dal delicato tocco di questa festa di origini giapponesi e poi propagata in tutto il mondo per promuovere quei valori che nella gentilezza trovano naturale sintesi. Pazienza, fiducia, empatia, rispetto, tenerezza; l’elenco può essere lungo, a dimostrazione di quanti valori si possono declinare e che invece spesso si curvano in un oblio spaventoso. Le cronache, di contro, ci parlano di ragazzini che violentano coetanee e le lasciano al ciglio della strada, di casi di revenge porn e di altro ancora generato dalla potente droga da social. In città, e ricordare non significa indugiare in narrazioni con il segno meno, ma prendere consapevolezza che qualche cambiamento in mano nostra ci starebbe eccome, sono noti i casi ben più lievi delle violenze fisiche, ma che comunque indignano, di fioriere divelte e di sacchi della spazzatura lanciati dai finestrini, solo per citarne alcuni. Senza indulgere in sterili edulcorazioni, ci piace pensare che lo stile di vita a cui ci invita Saint-Exupéry sia quotidiano, e parta magari dall’infanzia dove è necessario radicare quei comportamenti ‘gentili’ che non sono poi così impossibili da praticare. Curiosamente la giornata della gentilezza, purtroppo poco o nulla sentita a Foggia, ha incrociato la giornata internazionale dello studente, caratterizzata da un sit-in per la rivendicazione di scuole sicure che si è svolto, va detto, in modo pacifico. In modo ancora più suggestivo, la giornata della gentilezza si pone al crocevia con quella dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Per l’occasione da domani via Arpi sarà un laboratorio a cielo aperto dove si parlerà di cura, nutrimento e, dunque, di gentilezza. È un dato di sicuro interesse per l’ex ospedale maternità su cui è oggi impiantato il Dipartimento di Studi Umanistici. Un tempo era il centro per eccellenza della cura di madri e bambini, di culle e di latte. Che si inizi non da questa nostalgia, ma da questa fattività, un percorso di gentilezza condivisa che nasca dalla consapevolezza del fatto che tutti lottiamo. Lo aveva detto Platone: “sii gentile, perché tutti quelli che incontri stanno combattendo una dura battaglia”.
L’empatia urbana è un valore aggiunto
Domenica 17 Novembre 2024, 10:24












