Punti di vista
Trolley e boccacci ciao ciao, casa mia
I fuorisede e gli expat ripartono con il loro bagaglio emotivo verso i loro domicili temporanei, abitando case e appartamenti sparsi nelle città del vecchio stivale e dell’antica Europa, o varcando anche oceani e continenti
Treni, aerei, autobus e valigie, è tempo di partenze per gli studenti fuorisede e per gli expat che lasciano la Città dei Sassi per salpare verso nuovi lidi. L’epifania tutte le feste natalizie ha portato via e tra saluti, aperitivi e momenti intimi per ritrovarsi con vivacità e spensieratezza, l’atmosfera si è riempita di sogni, speranze e desideri. Vedendoli girovagare in città durante il periodo natalizio, negozi, bar, locali cittadini, cinema e strade sono apparsi più variopinti e allegri, animati da un’energia positiva che ha trasmesso buon umore e fatto coltivare nuove attese, anche a beneficio di chi resta.
I fuorisede e gli expat ripartono con il loro bagaglio emotivo verso i loro domicili temporanei, abitando case e appartamenti sparsi nelle città del vecchio stivale e dell’antica Europa, o varcando anche oceani e continenti.
Sono lì con il loro trolley a rotelle e il pacco terrone preparato da mammà, con conserve e confetture genuine, salse fatte in casa, salsiccia, caciocavallo e soppressata.
«Il pacco da giù» arriverà nei loro appartamenti metropolitani nelle città di adozione e, al momento dell’apertura, sprigionerà tutte le emozioni e i ricordi di casa, quasi a prolungare la dolce esperienza della vacanza appena trascorsa tra le calde e confortevoli mura domestiche. Ma la valigia dei nuovi emigranti non è solo carica dei sapori di casa, contiene pure chili di nostalgia, condita però con la freschezza della voglia di nuove e ricche scoperte e avventure. Così partono consapevoli che la vita del fuorisede sarà bellissima anche in altri luoghi, perché piena di opportunità di studio, conoscenze, relazioni, lavoro e adattamento a nuovi modelli e valori culturali che aprono la mente. Sarà dura scegliere cosa fare dopo, specialmente al termine degli studi, o trovandosi al bivio tra più opportunità professionali, e soprattutto se tornare a casa. Tra bagagli pesanti e vagoni pieni di speranza, viene da pensare che, oltre alle partenze, bisognerebbe favorire sempre più gli arrivi attraendo qui studenti e professionisti provenienti da altri luoghi remoti del pianeta. Tra treni persi e binari morti, sarebbe anche utile e bello favorire il ritorno di chi parte e continua a farlo, dandogli però occasione e coraggio di restare, perché il bagaglio di chi va e torna è sempre più pieno del bagaglio di chi non è mai partito e in più arricchisce la permanenza di tutti, pure di quelli che fermi lo sono sempre stati.