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Vecchiaia benedetta fino all'ultimo respiro

Vecchiaia benedetta fino all'ultimo respiro

07 Agosto 2022

Rossella Palmieri

Non toccate gli anziani. La loro età, fragile e innocente, ha bisogno di dolcezza e di rispetto, queste sconosciute da chi dovrebbe darle, se non per cuore, di certo per mestiere. E che non si venga a dire che è colpa del Covid; sì, forse lo è anche, perché ha esasperato intemperanze e aridità, ma la cura è qualcosa che prescinde dagli accidenti e dalle pandemie. Si può averla come misura interiore poco o tanto, ma non è concesso di trasformarla in violenza e mostruosità, in turpiloquio e gratuite angherie. «Io voglio benedire la vita fino all’ultimo respiro», scriveva il medico e letterato Paolo Mantegazza nel suo Elogio della vecchiaia. Era il 1895. Sembra così lontano eppure ci si può trovare dentro tutta la modernità di oggi, perché il tic-tac dell’orologio della vita vale ora come allora. Guardate un anziano: ha gli occhi lucidi perché ha visto come minimo guerre e povertà, poi magari benessere, figli e nipoti, gioie, dolori e infine il declino. Che dovrebbe avere il sapore delle carezze e non dei lividi, di nutrimento e non di schiaffi.

Deve odorare di Stella maris come emblematicamente si chiama la casa che abitano, ed evocare, anche alla loro età, il de-siderio. De-sidus significa mancanza delle stelle; quindi a smuovere il desiderio è una ricerca sempre appassionata. Ce li immaginiamo ancora «alla ricerca» questi nonnini di tutti: ricerca di un buon piatto – di quelli che mettono il buonumore – o di una passeggiata in quel giardino che sembrava odorare di alberi e di tranquillità. Sembrava. Al di là di quella cancellata hanno vissuto orrori di ogni tipo. Crediamo in Mantegazza quando dice che «non v’è giornata senza il crepuscolo della sera, e non v’è vita perfetta senza la vecchiaia» e pertanto, cari nonni della Stella maris, che vi possa essere elargito ciò che vi è stato ingiustamente tolto. Sappiate che al di là di quelle stanze dell’orrore c’è chi vi pensa con tenerezza e spera che i lividi spariscano presto dai vostri volti e di più ancora le ecchimosi che vi sono state inflitte dentro. Il fatto è che – siamo certi – dimostrate tempra anche quando vi torturano. Urlate ma resistete.

«È certamente difficile essere felici da vecchi. Ma anche qui conviene ricordare un dogma fondamentale dell’arte di vivere: la felicità è sempre una cosa difficile e rara, come difficili e rare sono tutte le cose migliori di questo mondo», ci dice ancora Mantegazza. Possiate sentire oltre la cancellata della Stella maris la carezza di questo vivace e convinto inno alla vita.

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