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Attente, ragazze, arriva l’Arrapaho

Attente, ragazze, arriva l’Arrapaho

31 Luglio 2022

Alberto Selvaggi (foto Teresa Imbriani)

Ehi tu: puoi dirti arrapaho? Arrapaho, arrapaho sbavanti sulle spiagge e nelle piazze. Uno rimane tale se tale è nato ma in estate peggiora con tutta ‘sta nudità che vaga. A settant’anni, o sui sessanta, talvolta sull’orlo della bara, novantenni che sniffano Viagra, si iniettano Cialis, o che non sono tossici, rattignano con l’immaginario.

Da giovanetto arrapaho al mare si menava improvvisamente in acqua per sedare il mutandesco prorompere dei suoi desiderata. E adesso guardalo, lì mezzo sciancato, sgomento nella contemplazione di dea Deretania, ovvero della minorenne che gli passa sotto il naso. Può essere basso, può essere alto, ma in ogni caso arrapaho. Si definisce «esteta», se ha studiato. E gli amici fanno sì con la capa pensando: puèrc’. E basta.

Arrapaho, estratto del peggio del brutto del maschio, viene identificato dalla manotta palmata che lascia scivolare sulle forme di figlie e nipoti delle amiche del passato. Restano congelate, incassano, per poi confidarsi: certo che quello è proprio un arraphao. Se è di centrodestra viene bollato: ragno. Se di sinistra, diversamente arraphao, oppure uomo che non ha risolto il conflitto d’età. Il rincoglionimento neuronale lo porta a dilagare. L’occhietto è più spesso scuro che cielo e mare. Ma sempre colante. Si vanta ancora delle peripezie consumate con la guggìn’ (cugina), leitmotiv di ogni arraphao. Sia vecchiotto o già decomposto con pelle maculata, nel bel mezzo di una passeggiata placca per un braccio l’amico depotenziato, appena il suo periscopio inquadra una forma di pera abbondante che non può più sbucciare, emettendo l’inconfondibile «aaah… aaah, guardaaa..!» dal vibrare di diaframma, quasi catarrale, mentre la gente addita anche il tapino al suo fianco che si vergogna assai.

Arrapaho detesta i sederetti compattati dai moderni trattamenti laser, è pronto a citare Velásquez, Canova, Rembrant, Clésinger e altri campioni di floridezza sensuale per giustificare la sua bava, per quanto le terga di una gallina gli andrebbero bene uguale. Se è in grado fa il colto al piripicchio, poscia si catapulta senza preavviso sulla ragazzetta con slancio disarticolato. Sprezza il seno ingottato dalla chirurgia plastica, contundente nell’impatto ottenuto con escamotage sull’autobus.

Spetta a Dio dire se costui è vita o schifo e basta. Ma spetta a noi bollarlo arrapaho, incrocio perfetto fra un arrapato cronico e un maniaco sessuale.

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