Giovedì 18 Agosto 2022 | 13:43

In Puglia e Basilicata

IL PROGETTO

Non tutti i mostri fanno paura

Non tutti i mostri fanno paura

La serigrafia «Ammostro» a Taranto

«Ammostro» è il laboratorio serigrafico artigianale nato a Taranto, ma la serigrafia si fa presto epitome di un discorso più ampio

24 Luglio 2022

Omar DI Monopoli

Domenica scorsa abbiamo segnalato lo Spazioporto di Taranto mentre qualche settimana fa menzionavamo Mattia Di Staso, grafico de «La Stampa», che molto ci disse circa la riqualificazione culturale della zona in cui lo stesso è ubicato. Oggi vogliamo continuare a sondare la medesima area - che è con tutta evidenza quella in cui stanno succedendo cose importanti, in questo momento - parlando della serigrafia «Ammostro», un progetto davvero particolare che dal 2017 contribuisce a ipotizzare un inedito racconto per la Città dei Due Mari. E lo fa sin dal principio: il «mostro» cui si fa riferisce il nome è infatti una maschera apotropaica che decora il portone di un antico palazzo del centro storico: «questo è mostro», lungi dall’essere venefico come quello che spesso viene associato a Taranto, protegge dagli influssi maligni.

«Ammostro» nasce come un laboratorio serigrafico artigianale, ma la serigrafia si fa presto epitome di un discorso più ampio, sviluppato attorno alla riscoperta del territorio e alla condivisione dei saperi. Non si tratta quindi solo di un’attività produttiva, ma dell’unione di tre artigiani (un’orafa, una sarta modellista e un’artigiana del cuoio) che, dopo aver lungamente vissuto fuori per studio e lavoro, hanno deciso di consociarsi dando vita plasticamente a una visione: quella cioè che promuove una comunità in cui gli artisti, tarantini e non, possano collaborare e contaminarsi, donando nuove opportunità a ragazzi e ragazze di questo sfortunato angolo di mondo. Nello specifico, oltre a organizzare corsi e quindi attuare attivamente piani di formazione professionale, Candida, Claudia e Maria eseguono una mappatura delle piante autoctone spontanee presenti nel territorio da cui estraggono poi i pigmenti da sostituire agli inchiostri di derivazione chimica. Ed infatti i colori da loro utilizzati sono ricavati dalle foglie di ulivo, di eucalipto o di mirto. Materie insomma non impattanti per un ambiente già fortemente provato. «Quando pensiamo alle nuove collezioni, non partiamo mai dai prodotti ma sempre da una storia, un mestiere o, ancora, dalla flora e la fauna che abitano il nostro territorio, costruendo intorno ad essi un linguaggio che possa raccontare tutti questi elementi al meglio, per ridar loro il valore perduto attraverso la memoria», ci dice Candida al telefono.

Il catalogo delle loro offerte è ampio: cuscini, tovaglie, manufatti, pezzi di oreficeria, illustrazioni su capi di abbigliamento. E la risposta sul territorio non si è fatta attendere: oggi «Ammostro» è una realtà imprenditoriale consolidata che oltre a dimostrare un futuro proficuo per i «cervelli di ritorno», reca al suo interno una prospettiva culturale assolutamente da promuovere. Brave, «mostre»!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725