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Morire e rinascere: i giorni di Yurki

Morire e rinascere: i giorni di Yurki

Che peccato, una donna così giovane e incinta, una vera tragedia

17 Aprile 2022

Erica Mou

La mamma di Yurki muore prima che Yurki nasca. Impossibile? Pare di no. Muoiono entrambe, una dentro l’altra come matrioske, portate in sala autopsia in attesa del dottore. Che peccato, una donna così giovane e incinta, una vera tragedia. Il medico prende il bisturi e sta per incidere quando, per quel calcolo delle probabilità che tocca lo zero ma zero non è mai, la mamma di Yurki ritorna a respirare e sua figlia con lei. A Cuba lo chiamano “il sonno della morte” ed è una morte apparente, rara ma reale. Muoiono insieme e insieme tornano a vivere, Yurki e sua mamma Yolanda, ancor prima di essersi conosciute. Anche il giorno della nascita ufficiale è difficile, nonostante la bambina sia l’ottava e ultima figlia da partorire. Ore di sofferenza che danno alla luce una creaturina grinzosa come la buccia di una mela al forno. Anche il papà di Yurki è morto prima che lei nascesse, ma al suo sonno purtroppo il destino non ha posto rimedio.

Così la piccola Yurki cresce con sua madre, accompagnandola a lavoro in una fabbrica di scarpe a L’Avana, dedicandosi nell’attesa alla cosa che ama di più: leggere. La sua propensione allo studio le consente di iscriversi alla Scuola dei Figli della Patria, un istituto per l’educazione degli orfani. Yurki non è un’orfana ma, tecnicamente, entrambi i suoi genitori sono morti almeno una volta. Comincia così la carriera di infermiera, la vita da adulta, l’amore con un uomo italiano, il trasferimento in Puglia che richiede più di sette anni di attesa per ottenere il visto, la scoperta all’arrivo che il suo titolo di studi non vale, ricominciare daccapo, la pelle scura che per la prima volta è un ostacolo, il freddo, una vita che non le pare vita vera.

Perché qui, al contrario di Cuba, la gente non balla e non canta, non sta insieme, non sta all’aria aperta. Ma nella vita di Yurki non c’è mai stato niente di definitivo, nemmeno la morte! Per questo è convinta che si possa trovare un modo nuovo di vivere anche qui. C’è sempre un giorno nuovo per rinascere.

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