APRICENA (Foggia) - Si troverebbe in un sito archeologico di Apricena, nella cava di Pirro Nord, la più antica testimonianza della presenza del genere Homo in Europa: si tratta di manufatti in pietra lavorata, venuti alla luce in tempi relativamente recenti. Una scoperta che, secondo gli studiosi, rivoluziona la preistoria europea e pone l'Italia, con il sito di Apricena, al centro di un'ampia ed attuale discussione.
Dello stato dell'arte, dopo la prima campagna di scavi sistematici nell'agosto 2007, e degli sviluppi futuri si discuterà mercoledì 31 ottobre 2007 a Torino, nel corso di un convegno dal titolo "Il Primo popolamento europeo: evidenze dal Paleolitico Inferiore di Pirro Nord (Apricena)", organizzato dal Dipartimento di scienze della Terra dell'Università di Torino.
La ricerca, compiuta da un'equipe italiana composta da ricercatori delle Università di Ferrara, Firenze, Roma "Sapienza" e Torino, è coordinata dal Dipartimento di scienze della Terra della Università di Torino.
La scoperta - è spiegato in un comunicato del Comune di Apricena - riguarda una sorta di industria litica costituita da nuclei e schegge che testimoniano come i primi europei disponessero di un comportamento tecnologico complesso. I fossili di animali, quali rinoceronti, iene, tigri dai denti a sciabola, ritrovati insieme a questi strumenti consentono di collocarli molto indietro nel tempo, in un intervallo cronologico compreso tra 1,7 e 1,3 milioni di anni fa, 300.000 anni prima di quanto finora conosciuto.
Il sito di Pirro Nord noto alla comunità internazionale dei paleontologi dei vertebrati da molto tempo è oggetto di ricerche scientifiche tuttora in corso. Gli studi paleontologici hanno portato alla definizione dell'associazione faunistica di Pirro Nord, che comprende a oggi più di 100 specie animali e alla definizione della sua importanza da un punto di vista evolutivo e biocronologico.
Lunedì 29 Ottobre 2007, 00:00
04 Novembre 2024, 18:17















