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Taranto - Tre arresti "eccellenti"

Prelevati dai Carabinieri due imprenditori ed un dirigente della Direzione gestione del patrimonio e Lavori pubblici del Comune, nell'ambito delle indagini sulla realizzazione di opere nell'area verde comunale "Parco Cimmino"
Comune Municipio Taranto TARANTO - Due imprenditori ed un funzionario del Comune di Taranto sono stati arrestati stamani dai Carabinieri, che hanno denunciato anche 8 persone, nell'ambito delle indagini sulla realizzazione di opere nell'area verde comunale "Parco Cimmino". Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari di Taranto, Michele Ancona, su richiesta del Procuratore della Repubblica Aldo Petrucci e del Sostituto Pietro Argentino. I reati contestati riguardano le procedure di affidamento e gestione del bar annesso alla struttura ricreativa comunale denominata "Giardini Virgilio" e della struttura attrezzata per la sosta ed il parcheggio per il turismo itinerante e le ingenti somme, indebitamente liquidate, per effetto di atti amministrativi illeciti, in favore delle due imprese che gestivano tali strutture, riconducibili a due delle persone arrestate oggi.
Gli arrestati sono 2 imprenditori ed un funzionario comunale, a carico dei quali gli investigatori dell'Arma hanno raccolto una notevole mole di prove, relative ai reati di associazione per delinquere, illeciti negli appalti, truffa ai danni dello Stato, abuso d'ufficio, falso ideologico e materiale, corruzione, concussione e furto pluriaggravato.
I fatti su cui si è indagato risalgono al periodo 2001-2007. I Carabinieri hanno inoltre sottoposto a sequestro preventivo beni immobili e posizioni bancarie per un valore complessivo valutabile in circa 4 milioni. Sequestrato anche un noto bar cittadino. Nel corso delle investigazioni, sono stati analizzati documenti contabili, provvedimenti amministrativi, gare d'appalto e procedure di liquidazione. È emerso come - in diversi casi - a causa di un illecito accordo tra i funzionari della pubblica amministrazione sottoposti ad indagine e le ditte private beneficiarie degli appalti e dei pagamenti, siano stati adottati provvedimenti amministrativi illegittimi che hanno favorito le ditte private, per un ingiusto profitto complessivamente quantificato in circa 2 milioni di euro. Le indagini dei Carabinieri hanno fatto emergere illeciti nelle procedure di aggiudicazione degli appalti relativi alla gestione delle due strutture comunali, autorizzazione di lavori edili e di manutenzione, ordinaria e straordinaria, lavori i cui costi avrebbe dovuto sostenere il gestore - e che invece sono stati liquidati dal Comune - e realizzati in assenza delle necessarie autorizzazioni. In alcuni casi, peraltro, come già era emerso in occasione dell'indagine sul Parco Cimino, le spese illecitamente fatte sostenere al Comune di Taranto con ingiusto profitto delle ditte coinvolte, sono state liquidate più volte mediante la falsificazione o la indebita reiterazione di documenti contabili.
L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nei confronti di: Giovanni Faraoni, di 55 anni, capo ufficio presso la Direzione gestione del patrimonio e Lavori pubblici del Comune di Taranto; Loredana Ladiana, di 41 anni, amministratore unico della ditta "Executive", figlia di Giuseppe Ladiana e Adele Aloisio, di 70 e 72 anni, arrestati nel settembre dello scorso anno, nell'ambito della stessa indagine; Francesco Maiorino, di 47 anni, amministratore unico della società cooperativa a responsabilità limitata "Il Panda".
Oltre ai tre arrestati, per gli stessi reati, sono sottoposti ad indagini altri 8 funzionari o ex funzionari dell'Amministrazione comunale di Taranto, alcuni dei quali già emersi nelle precedenti fasi dell'indagine.

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