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Test universitari: «da rifare»

Annullate le prove a Catanzaro, esclusi a Bari gli studenti «beccati» a copiare, mentre il ministro Mussi annuncia: «Voglio rivedere alcune facoltà a numero chiuso» e lotta dura contro i truffatori
• L'inchiesta di Bari da una lettera anonima
La «Gazzetta» pubblicherà una selezione di storie di chi, come studente o testimone, ha vissuto in prima persona esperienze universitarie simili. Scrivete al nostro direttore Lino Patruno
Sanità, medico ROMA - «Voglio rivedere alcune facoltà a numero chiuso». Lo ha annunciato il ministro dell'Università e della Ricerca, Fabio Mussi, sottolineando che se per alcuni profili professionali (medicina, odontoiatria, veterinaria, architettura e alcune branche di ingegneria) ci sono obblighi comunitari che vincolano agli ingressi programmati, in altri casi si è deciso di istituirli a prescindere dalle norme europee. «Certi numeri - ha osservato - voglio rivederli. A volte ho l'impressione che siano destinati più a proteggere corporazioni che a soddisfare i fabbisogni professionali». Mussi ha comunque ricordato che già da quest'anno si registrano 160 corsi (il 15%) in meno.

«Il governo e il ministro si batteranno a denti sfoderati per garantire la trasparenza e l'affermazione del principio del merito». Lo ha assicurato il ministro dell'Università e della Ricerca scientifica, Fabio Mussi, a margine di una conferenza stampa tenuta alla Crui con il collega dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa. «I furbi e i truffatori - ha promesso Mussi, riferendosi allo scandalo dei test di ammissione truccati - saranno combattuti con tutte le forze».

RETTORE DI BARI: SONO STATO CRITICATO DA MOLTI COLLEGHI
Critiche dai colleghi e minacce di denuncia da parte degli studenti. Le ha ricevute il rettore dell'università di Bari, Corrado Petrocelli, che con le sue accuse circostanziate ha sollevato il velo sulla truffa che si stava perpetrando nell'ateneo da lui guidato in occasione dei test di ammissione alla facoltà di medicina.
«Tanti colleghi mi hanno detto vuoi fare lo sceriffo - ha raccontato parlando con i cronisti a margine di un incontro alla Crui con i ministri dell'Economia e dell'Università - ma ovviamente non è così. Questi probabilmente operavano da anni e sono contento di aver scoperto il raggiro. Ho cercato di assicurare rigore anche proibendo di lasciare l'aula prima di un'ora, ma alcuni candidati hanno preso male la cosa ventilando nei miei confronti persino denunce per sequestro di persona».
Il trucchetto dei due cellulari, uno consegnato e l'altro nascosto addosso è stato il cavallo di troia dei furbetti.
«Facendo finta di masticare chewing gum parlavano al telefono con l'esterno» ha spiegato il rettore che anche reso noto di aver chiesto all'Ordine dei medici di valutare la possibilità di radiare i medici professionisti coinvolti in questa vicenda.
«Mi chiedo - ha detto Petrocelli - che medico sarà chi comincia con una truffa».

INDAGINI PER STUDENTI BARESI
Potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati gli studenti universitari dei «test» truccati per l'accesso alla Facoltà di Medicina di Bari i cui telefoni erano sotto controllo dei militari della Guardia di Finanza, alcuni dei quali «infiltrati» in aula durante il test d'ammissione. Complessivamente, oltre agli studenti e i docenti già indagati, sarebbero coinvolte una cinquantina di persone, alcune delle quali filmate a bordo di scooter mentre all'esterno della Facoltà comunicano con i telefonini. I finanzieri starebbero lavorando su circa 200 telefonate.

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