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Restauro su statua divide il paese

Tensione ad Apricena in provincia di Foggia per alcuni lavori sulla statua della Madonna dell'Incoronata, secondo alcuni sarebbe stata «sfigurata». Minacce al vescovo ed al parroco
SAN SEVERO (FOGGIA) - «Solidarietà» è espressa oggi in una nota dalle Acli di San Severo al parroco della chiesa dei santi Martino e Lucia di Apricena (Foggia) e al vescovo di San Severo, Lucio Angelo Renna, destinatari nei giorni scorsi di proiettili inviati via posta e accompagnati da minacce.
L' episodio sarebbe legato al restauro di una statua che divide la popolazione di Apricena, circa 13 mila abitanti, creando tensioni. La statua in questione, è quella della Madonna dell'Incoronata, secondo la metà della popolazione «sfigurata» dall'intervento del restauratore Raffaele D' Amico.
Il volto della statua, per la maggior parte dei cittadini di Apricena, dopo il restauro - fatto nel 2003 - risulta diverso, così come l'abito che prima era azzurro e ora è di colore rosa. Ma, soprattutto, il restauratore ha eliminato quasi tutte le foglie che circondavano e ornavano la statua. Una situazione questa che nel tempo ha creato screzi e tensioni tra gruppi parrocchiali.
Gli investigatori ritengono che le minacce - accompagnate da proiettili - fatte recapitare al vescovo Angelo Renna e al parroco di Apricena siano legate al restauro della statua perché i due sarebbero ritenuti responsabili di non aver vigilato sui lavori di restauro.
«Siamo profondamente colpiti - si legge oggi nella nota delle Acli - dall'accaduto e ci stringiamo intorno ai religiosi minacciati da persona che non si può considerare membro della società civile».

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