Giovedì 17 Gennaio 2019 | 03:30

Incendio sul Gargano: morti, feriti e sfollati

Roghi alimentati dal forte vento nella zona tra Peschici, Vico Del Gargano e Vieste, in provincia di Foggia. Quattro sarebbero i morti. Due, trovati carbonizzati in un'auto, e altri due che sarebbero stati asfissiati dal fumo. In mille - moltissimi dei quali turisti - sono stati evacuati via mare. Le fiamme distruggono la zona 167 a Peschici. Testimoni: i soccorsi sono arrivati tardi. La Regione chiede lo stato di calamità. Presidente Parco: non ci hanno creduto
ROMA - L'emergenza incendi uccide anche oggi. Dopo il pilota del Canadair morto ieri in Abruzzo, si registrano infatti altre vittime a causa di un rogo che ha devastato la costa di Peschici, alle pendici del Gargano, affollata di turisti. E proprio in spiaggia ci sono state scene di terrore, con migliaia di bagnanti in fuga dal fumo via mare, raccolti dalle navi delle capitanerie di porto. Per fronteggiare l'emergenza il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha messo a disposizione i militari, mentre il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha dato disposizioni per un uso coordinato di tutte le forze disponibili.
Nella zona tra Peschici e Vieste l'allarme è scattato intorno alle 9, quando le fiamme hanno cominciato a lambire le prime strutture turistiche (la zona è piena di camping). Pian piano il fuoco si è esteso, alimentato dal forte grecale, e c'è stato l'inferno. Campeggi distrutti, centinaia di auto in cenere, fumo asfissiante, gente in fuga in costume da bagno. L'assessore ai servizi sociali della Regione Puglia, Elena Gentile, ha segnalato quattro i morti: due in spiaggia ed altri due anziani intrappolati in auto. Ma dei primi due mancano conferme ufficiali. Un migliaio di persone è stato tratto in salvo via mare dai mezzi delle Capitanerie di porto, ma anche da imbarcazioni di privati e da pescatori, che hanno fatto la spola per portare diversi campeggiatori in zone più sicure. Oltre 300 le persone medicate, molte delle quali rimaste intossicate dal fumo o che hanno avuto crisi di panico. Complessivamente, sono circa 3.000 le persone evacuate nell'area del Gargano.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la gravità della situazione, si è messo in contatto con il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e con il prefetto di Foggia Sandro Calvosa, ai quali ha chiesto di rappresentare i sentimenti di cordoglio e di solidarietà ai familiari delle vittime. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, è in continuo contatto con il ministro dell'Interno e il capo della Protezione civile per essere informato dell'evoluzione della situazione in Puglia e nelle altre zone colpite dagli incendi.
E situazioni critiche si sono avute in tante regioni. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha parlato di cento richieste di intervento aereo, cosa mai avvenuta prima. «Pur avendo la più forte flotta aerea antincendio d'Europa - ha spiegato - non abbiamo potuto rispondere a tutte». Per i vigili del fuoco le richieste sono state oltre 40.000: 2.000 gli interventi. In Abruzzo, una decina di case ed un agriturismo sono stati distrutti, mentre altre abitazioni e tre alberghi evacuati fra Collepietro (L'Aquila) e Passo Lanciano (Chieti), nel parco nazionale della Majella. In Sardegna diversi paesi sono circondati dal fuoco nel nuorese e si stanno predisponendo piani di evacuazione, a cominciare da Lollovve, frazione tra Nuoro e Orune. In Calabria gli abitanti di Magisano (Catanzaro) si sono rifugiati in chiesa per sfuggire al fuoco ed alle fiamme. Alcune abitazioni ed un ristorante sono stati distrutti. Fiamme anche in Campania, nella costiera amalfitana, nelle Marche ed in Molise.
Emergenza eccezionale, dunque, che implica risposta fuori dall'ordinario. E così il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha messo a disposizione uomini e mezzi delle forze armate. A Peschici sono stati inviati pullman, elicotteri della Marina, mentre sono stati anche allertati i centri 'Combat Search and Rescuè dell'Aeronautica dotati di elicotteri HH-3F. Da parte sua, il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha dato indicazioni per un «uso pianificato e coordinato a livello centrale di tutte le risorse a disposizione dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile e della Forestale, in modo da garantire la massima copertura con uomini e mezzi in ogni Regione interessata dall'emergenza». E tutte le Prefetture sono pienamente mobilitate per dare il proprio contributo.

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