Giovedì 24 Gennaio 2019 | 01:10

«Acquedotto Pugliese esoso»

L'Autorità d'Ambito Territoriale (Ato) di Puglia accusa il management dell'ente di calcolare gli importi al di sopra delle medie consentite. Il presidente Lia: perché non ci rivelano il nuovo Piano industriale?
Bari - Il palazzo dell BARI - L'Acquedotto pugliese ha modificato in maniera «rilevante la composizione della tariffa media attuale che risulta così impropriamente utilizzata per recuperare i costi in misura maggiore rispetto al recupero degli investimenti». Lo sottolinea in una nota l'Autorità d'Ambito Territoriale (Ato) di Puglia che commenta i dati del bilancio per l'esercizio 2006 recentemente approvato dall'assemblea dei soci dell'Acquedotto pugliese. Un bilancio che si è chiuso con un utile di 415mila euro. Il fatturato (361,7 milioni di Euro) è in aumento (di circa il 3% rispetto all'anno 2005) - si sottolinea nella nota dell'Ato - «nonostante il provvedimento, adottato già nel 2005 in sede di approvazione della tariffa da applicare nel 2006, di "blocco" dell'incremento della tariffa reale media come prevista dal Piano d'Ambito attuale».
Quanto espresso dagli organi dell'Aqp Spa, - si evidenzia - «sembrerebbe quasi un merito della propria capacità gestionale se non si considerasse che, come evidenziato dall'Autorità d'Ambito nel triennio 2003-2005, la tariffa realmente applicata è sempre stata sensibilmente maggiore della tariffa reale media che scaturirebbe dall'applicazione ex post del meccanismo di calcolo della tariffa (Metodo Normalizzato DM 1° agosto 1996)». Ciò - secondo l'Ato - ha avuto l'effetto, al di là di quanto evidenziato nella verifica triennale svolta, di modificare in maniera rilevante la composizione della tariffa media attuale.
Secondo l'Ato «né nel bilancio 2006 né nella programmazione economica futura del soggetto gestore del Servizio idrico integrato della Puglia, vi è una qualche previsione di accantonamento a conguaglio dei maggiori ricavi percepiti in seguito all'applicazione di tariffe non dovute per effetto del mancato svolgimento degli investimenti preventivati».
Nel mese di maggio l'Ato con una nota inviata ad Aqp, «ha espresso l'esigenza di avere formale e tempestiva comunicazione delle componenti di costo e di ammortamento relative all'anno 2006 (alla data della nota sicuramente già a conoscenza del Gestore) per verificare la congruità della tariffa 2006 autorizzata con riserva». «Per tutta risposta l'Acquedotto Pugliese - rileva l'Ato - ha prodotto ulteriore ricorso dinanzi al Tar Puglia per "motivi aggiunti" rispetto al precedente ricorso notificato in data 25 gennaio».
La circostanza - secondo l'Ato - «è ancora più significativa se si considera che proprio in queste settimane è stato avviato da Ato Puglia ufficialmente l'iter di revisione del Piano d'Ambito, al quale parteciperanno Anci, Regione Puglia, Aqp e Autorità di Bacino, per fissare gli obiettivi della gestione e stilare un vero e proprio "Piano strategico industriale" che rappresenti - si conclude nella nota - il riferimento fondamentale per la realizzazione delle opere strategiche e dei bisogni della autonomie locali e dei cittadini della Puglia».

«Ritengo che sia politicamente scorretto per quanto attiene i rapporti istituzionali e convenzionali che legano questa Autorità d'Ambito all'Acquedotto pugliese, non essere stati invitati per la conoscenza del Piano industriale di Aqp» inoltre sottolinea in una nota il presidente dell'Autorità d'ambito Territoriale della Puglia, Antonio Lia.
«L'Acquedotto Pugliese - si legge nella nota - sta presentando in questi giorni il Piano industriale, ovvero il documento che illustra in termini qualitativi e quantitativi le intenzioni del management relative alle strategie competitive dell'azienda, le azioni che saranno realizzate per il raggiungimento degli obiettivi strategici e delle relative risorse da investire».
«Da parte di questa Autorità, preposta alla pianificazione e al controllo delle attività del Soggetto gestore del Servizio idrico integrato (Acquedotto Pugliese Spa), appare evidente - sottolinea Lia - l'intento della società Aqp di dilazionare in questo modo ancora di più i tempi per l'attuazione di investimenti già da tempo definiti nelle pianificazioni a medio e lungo termine approvate (vedi Piano d'ambito, POT e cronoprogramma)».
«Peraltro, come ben noto all'Acquedotto Pugliese, Ato Puglia - si sottolinea nel comunicato - oggi è impegnata nella rimodulazione del Piano d'Ambito, ossia della pianificazione a lungo termine degli interventi e degli investimenti da attuare e da coordinare con un nuovo piano tariffario. Pertanto, - si conclude - l'approvazione del piano industriale da parte dell' Acquedotto Pugliese rischia di diventare un'ulteriore perdita di tempo, visto che è ancora in essere il Piano d'Ambito già "approvato" e per la grandissima parte non ancora attuato».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400