Giovedì 22 Agosto 2019 | 13:38

Il Biancorosso

IL PUNTO
Il Bari gioca la carta Schiavone ci sarà più qualità a centrocampo

Il Bari gioca la carta Schiavone
ci sarà più qualità a centrocampo

 

NEWS DALLE PROVINCE

PotenzaSan Carlo
Potenza, medici malati e infortunati: chiuso reparto neonatale, disposta inchiesta

Potenza, medici malati e infortunati: chiuso reparto neonatale, disposta inchiesta

 
TarantoUn 46enne
Massafra, perseguita la ex e il suo compagno: in cella

Massafra, perseguita la ex e il suo compagno: in cella

 
BatLa curiosità
Barletta, una Pizza «Art» per Fiorella Mannoia

Barletta, una Pizza «Art» per Fiorella Mannoia

 
FoggiaLa condanna
Foggia, 8 chili marijuana in frigo: patteggia due anni

Foggia, 8 chili marijuana in frigo: patteggia due anni

 
BrindisiIl provvedimento
Ostuni, minacciava e picchiava ex: divieto di avvicinamento a stalker

Ostuni, minacciava e picchiava ex: divieto di avvicinamento a stalker
A Massafra in cella 46enne

 
LecceSalento e movida
Lecce, l'amarezza dei gestori delle discoteche dopo il blitz: noi estranei

Lecce, l'amarezza dei gestori delle discoteche dopo il blitz: noi estranei

 
MateraDalla Gdf
Matera, arrestato un uomo sulla 106: aveva 142 gramm di hashish

Matera, arrestato un uomo sulla 106: aveva 142 gramm di hashish

 

i più letti

Condannata mamma-infanticida

Giuseppina D'Amato, 42 anni, tornata in carcere, per scontare una condanna definitiva a 9 anni e 4 mesi di reclusione per avere ucciso a Taranto nel 2003 la figlia appena nata
TARANTO - E' tornata in carcere, per scontare una condanna definitiva a 9 anni e 4 mesi di reclusione per avere ucciso a Taranto nel 2003 la figlia appena nata, Giuseppina D'Amato, di 42 anni. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha confermato la condanna d'appello emessa nei confronti della donna.
Ad aiutarla nell'infanticidio secondo i giudici ci fu la figlia primogenita, che allora aveva 17 anni e che ha ottenuto il beneficio di un percorso di riabilitazione con psicologi e assistenti sociali.
I fatti risalgono al 21 gennaio del 2003 quando la donna che era vedova, in compagnia della figlia maggiore e di un fratello andò nell'ospedale san Giuseppe Moscati di Taranto con la neonata già morta, raccontando ai medici di avere appena partorito in casa e che la bimba era nata morta. La donna aggiunse anche di non essersi mai accorta di essere incinta e di non sapere chi potesse essere il padre della piccola.
L'autopsia e le indagini dimostrarono che la bimba era morta a causa di due colpi ricevuti in testa dopo la nascita.
In primo grado la donna era stata condannata a 14 anni di reclusione.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie